Antitrust: la tutela della concorrenza e del consumatore

Con il termine Antitrust si identifica un insieme di norme per la tutela della concorrenza e del mercato. Introdotte per la prima volta nel lontano 1889 in Canada, trovarono la loro prima applicazione negli anni 1910-20, prima con la compagnia petrolifera dei Rockefeller, la Standard Oil, che aveva posto dei fiduciari a capo della altre compagnie petrolifere americane creando una rete commerciale collusa che possedeva il 90% del mercato, e successivamente con l’American Tobacco Company, che aveva assorbito più di 250 società produttrici di sigarette nel mondo. Entrambe le compagnie vennero chiuse nello stesso giorno del 1911 con l’ordinanza di dissoluzione della Corte Suprema americana.

AGCM italia (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato)

Istituita con la legge n. 287 del 10 Ottobre 1990, L’AGCM è un autorità amministrativa pienamente indipendente dal potere esecutivo, i compiti principali sono:

  • Tutela della concorrenza. L’antitrust vigila e sanziona comportamenti collusivi, cioè accordi su politiche commerciali tra imprese dello stesso segmento di mercato per danneggiare la concorrenze e i consumatori, altresì indaga sullo sfruttamento della posizione dominante e l’eccessivo potere di mercato relativo ad operazioni di integrazione, ovvero tramite fusioni e acquisizioni, tanto che l’antitrust può sindacare ed impedire tali operazioni, nonché introdurre limiti per arginare effetti anticoncorrenziali;
  • Tutela del consumatore. Analizza e sanziona pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevoli tramite ogni mezzo (dai volantini alla tv), accerta la vessatorietà di clausole contrattuale inserite nei contratti con i consumatori.
  • Rilasciamento del Rating di legalità. Si tratta di un rating di tipo etico per le imprese italiane, attribuito gratuitamente dall’AGCM previa richiesta telematica, sono necessari determinati requisiti per richiederlo, come ad esempio un fatturato minimo di 2 milioni. Le società che possiedono il rating hanno più possibilità di ricevere finanziamenti sia pubblici che privati, in caso in cui non sia concesso il finanziamento l’ente è obbligato a comunicare le motivazioni alla Banca d’Italia.

I numeri delle sanzioni in italia

Dal 2011 al 2018 l’ammontare delle sanzioni è di 1370 milioni di euro, in continua crescita anno dopo anno, analizzando le cause principali del 2017 troviamo:

  • 25 istruttorie per intense commerciali;
  • 12 istruttorie per abuso di posizione dominante;
  • 3 istruttorie per operazioni di concentrazione.

Vediamo meglio nel dettaglio questi 3 ricorrenti reati concorrenziali:

Intese concorrenziali

Sono forme di coordinamento tra imprese spesso concretizzate con accordi non scritti. Gli elementi costitutivi della pratica concordata sono lo scambio in qualunque forma sia diretta che indiretta di informazioni sensibili o strategie commerciali, tali da consentire una funzione anticoncorrenziale. Tipicamente alle autorità antitrust basta la presunzione di un incontro, avvenuto anche tramite terzi o comportamenti paralleli (aumento dei prezzi tra concorrenti) per iniziare un’attività ispettiva particolarmente invasiva, basta pensare che la mancata presentazione della documentazione richiesta porta a multe che vanno oltre i 50000 euro. Alle imprese spetta l’onere di provare che lo scambio di informazioni non ha finalità anticoncorrenziale, tale dimostrazione è ritenuta prova “diabolica” in quanto estremamente difficilmente da provare. Il parallelismo rimane lecito ovviamente se frutto di scelte adottate indipendentemente. Sono esempi tipici gli accordi orizzontali (cartelli), ovvero quelli fatti da imprese concorrenti e gli accordi verticali, quelli stretti da imprese che fanno parte di livelli diversi dello stesso ciclo produttivo.

Abuso di posizione dominante

Un’impresa è considerata in “posizione dominante” quando ha un potere di mercato tale da essere in grado di operare indipendentemente dai concorrenti, dai clienti e dai consumatori finali ed è in grado di influenzare in maniera considerevole e decisa i principali parametri della concorrenza. Al fine di determinare la caratteristica di posizione dominante si tiene conto della quota di mercato, >50% o in alternativa in determinate condizioni basta superare 40%. Detenere una posizione dominante su un segmento di mercato non è reato, ma i vari sfruttamenti di questa posizione possono configurare il reato concorrenziale di abuso. Esempi di sfruttamento di posizione dominante sono:

  • Obblighi di esclusività: obbligo da parte della clientela di approvvigionarsi esclusivamente con l’impresa dominante.
  • Esclusiva di fatto: ossia incentivare acquisti presso la dominante con compensi fidelizzanti.
  • Prezzi predatori: prezzi particolarmente bassi da porre in estrema difficoltà altre imprese concorrenti.
  • Clausola Inglese: obbligo da parte del cliente di fornire dettagli sui prezzi proposti da imprese concorrenti e di poter accettarli sono nel caso in cui la dominante non riesca a proporre un prezzo più basso.
  • Vendite abbinate: vendite combinate tra il prodotto in cui l’impresa è leader e un altro prodotto dalla stessa azienda con minor successo.

Operazioni di concentrazione

In importanti operazioni di fusioni o acquisizioni, l’autorità antitrust ha spesso l’ultima parola, questo per evitare di creare imprese con enormi vantaggi competitivi e quote di mercato tali da comportare la creazione di monopoli.

Sanzioni e Leniency

Le autorità antitrust possono irrogare sanzioni fino ad un massimale del 10% del fatturato dell’anno precedente l’infrazione, da pagare come prassi ormai consolidata entro 90 giorni. Le imprese che hanno commesso infrazioni possono accordarsi con le autorità antitrust per fornire informazioni utili a scovare cartelli o altre intese concorrenziali, ricevendo così dei benefici, tipicamente immunità o riduzioni delle multe. Le riduzioni sono rapportate al grado di utilità delle informazioni predisposte dalla società e possono arrivare fino al 50% dell’ammenda. I benefici tuttavia non riguardano l’eventuali azioni penali e civili che possono derivare dall’infrazione commessa, per questo dovrà esserci un attenta valutazione da parte della società con l’ausilio di legali specializzati in leggi antitrust.

 

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