Apple compra Shazam

Apple sta diventando sempre più protagonista in un mercato che sta abbandonando l’ideale di concorrenza perfetta (se non sai cos’è la concorrenza perfetta clicca qui). L’ultima mossa è stata l’acquisizione, per 400 milioni di dollari, della celebre app musicale di riconoscimento vocale e sonoro, Shazam. La sua tecnologia verrà integrata in Apple Music, andando a rafforzare un servizio sempre più in grado di gareggiare con competitors di livello nel settore, in particolare Spotify. Quest’ultima merita particolare attenzione, la sua valutazione è balzata dagli 8,5 miliardi del 2015 ai quasi 20 attuali, inoltre pare sarà presto quotata in Borsa. Apple deve fare i conti anche con le strategie di Google, che nel nuovo smartphone Pixel 2 ha integrato “Now Playing”, un’app dalle caratteristiche simili a Shazam ma più efficiente, con la capacità di riconoscimento musicale anche a schermo spento.
Nonostante il valore di Shazam si aggirasse intorno al miliardo di dollari, Apple è riuscita a compiere, insieme a quella di NeXT nel 1997, una delle più grandi acquisizioni della sua storia. L’azienda di Tim Cook (CEO di Apple) ha in cantiere “progetti entusiasmanti”, tra cui migliorare la funzione di ricerca artisti di Shazam e concretizzare l’idea già presentata dagli sviluppatori dell’app di usufruire di tecnologie in realtà aumentata nel settore del marketing e del brand. Secondo quanto riporta TechCrunch, Shazam nella sua storia ha raccolto fondi da investitori del calibro di Kleiner Perkins, DN Capital, IVP, Sony Music per una cifra complessiva che si aggira intorno ai 143,5 milioni di dollari. I numeri di Shazam, nonostante la sua grande diffusione, sono decisamente scarsi rispetto ad altre valutazioni milionarie. Lo scorso anno ha registrato ricavi per 40,3 milioni di sterline (quasi 46 milioni di euro), con ebitda positivo. Gran parte degli introiti sono derivati da una percentuale che pagano i servizi come Youtube, Spotify ed Apple Music per essere linkati in seguito al riconoscimento della canzone. Inoltre, negli ultimi tempi Shazam ha allargato il proprio modello di business entrando nel mercato pubblicitario ed ottenendo compensi dalle campagne attraverso l’interazione tra gli utenti e e gli spot tv, finalizzata alla rilevazione di jingles e sottofondi.

L’interessamento di Apple per Shazam

Nel comunicare l’accordo raggiunto, Apple ha elogiato Shazam, classificandola come una delle app più popolari per IOS ed evidenziandone l’utilizzo su più piattaforme da parte di centinaia di milioni di utenti nel mondo. Secondo i portavoce della società di Cook, <Apple Music e Shazam sono una combinazione perfetta> e consentiranno di consolidare il dominio in ambito musicale introdotto con la nascita del primo Ipod. L’app, così come Siri, è stata già integrata da Apple con l’aggiornamento IOS 8, ma l’operazione di acquisto renderà il rapporto tra i due ancora più stretto, in vista degli sviluppi dei maggiori competitors. Shazam dovrà definire i legami con questi ultimi, specie Spotify e Snapchat, precedentemente integrati nella sua camera screen.
L’acquisizione, oltre che per aumentare il numero di fruitori di Apple Music, è stata studiata in un’ottica di risparmio. Apple pagava infatti una commissione a Shazam ogni volta che l’utente, riconosciuta la canzone, veniva trasferito su Tunes Store e Apple Music. Questo, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, influenzerebbe il 10% degli acquisti digitali, costituendo per Shazam una grande fonte di guadagno. Nello stesso tempo il servizio si è evoluto, l’app ha incluso la possibilità di raccolta di informazioni, fino a diventare una vera e propria banca dati. Apple, sfruttando questa attitudine, potrà proporre un piano di sviluppo volto alla personalizzazione dell’offerta, secondo i gusti di ciascun utente, sfidando le lacune e le mancanze dei rivali.

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