Ascesa e declino di un gigante

La multinazionale Finlandese Nokia ha dominato il mercato dei dispositivi di telefonia mobile per oltre un decennio. Fondata ad Helsinki nel 1865, cominciò la sua attività come fabbrica di produzione di laminati, convertendosi in impresa di telecomunicazioni intorno agli anni ’90.

 

Il vantaggio competitivo di Nokia

Fra gli anni ’80 e ’90 con Simo Vuorilehto CEO di Nokia, nominato nel 1988, e più avanti con Jorma Ollila, che lo sostituirà nel 1992 continuando la politica del suo predecessore, la compagnia iniziò un periodo di transizione. Si iniziò con lo smantellamento di alcuni settori produttivi dell’impresa considerati non strategici. Furono vendute la Nokian Tyres, produttrice di gomme invernali, e la Nokia Data, che si occupava della produzione di personal computer (quest’ultima fu acquisita dalla ICL, che si trasformerà in Fujitsu Siemens).

Il periodo di transizione fu una scelta necessaria ma costosa. I primi tempi gli investitori Nokia pensarono a problemi finanziari dell’azienda, ed il prezzo delle azioni della società crollò in poco tempo. La Finlandia stava vivendo una delle più gravi recessioni della sua storia e la situazione peggiorò con il crollo dell’Unione Sovietica, che era al tempo uno dei maggiori importatori di prodotti finlandesi. In seguito a questa particolare manovra  economica dell’azienda, la Nokia aveva ottenuto la capacità economica di investire in settori che riteneva più opportuni data la natura dell’azienda. La scelta fu quella di puntare sulla telefonia, ed in particolare sullo sviluppo del wireless. Questa, in particolare, fu la tecnologia che permise alla Nokia di crescere molto negli anni. Nell’ottobre del 1998 divenne la più importante società di telefonia mobile, spodestando la Motorola.

 

Il mantenimento del vantaggio competitivo

In seguito alle crescenti vendite nel campo della telefonia, la Nokia si trovò in una spirale positiva che le permise di continuare ad investire in progetti innovativi sempre nel campo delle telecomunicazioni. Si fecero pionieri del mobile gaming, sviluppando il popolare Snake, che era già presente nei telefoni cellulari Nokia.  Nel 2003, la Nokia rilasciò il primo cellulare con fotocamera integrata, il Nokia 3600/3650. I cellulari Nokia non erano solo portatori di innovazione software, erano anche di alta qualità hardware, con telefoni resistenti prodotti da un’azienda in cui l’obsolescenza programmata non veniva considerata.

 

La perdita del vantaggio competitivo

Nokia nel 2007 gestiva il 37,8% del mercato globale dei cellulari, davanti a Motorola con il 14,3% e Samsung con il 13,4%. Nello stesso anno la rivista Forbes titolava: “Nokia: un miliardo di clienti. Qualcuno potrà mai raggiungere il Re dei cellulari?”.

 

 

Oltre un decennio di vantaggio competitivo portò la società ad un eccesso di sicurezza. L’azienda smise di investire sull’innovazione. Il 2007, infatti,  è anche l’anno di uscita del primo iPhone, che cambiò per sempre il mercato del settore. La situazione per Nokia fu aggravata dal subentro di Google e del suo software open source Android. Apple e Google, con due approcci simili ma non uguali, avevano spostato il fulcro dell’industria mobile da una orientata all’hardware verso una nuova era della telefonia, più veloce e dedicata soprattutto al software e ai servizi.

In quel periodo la Nokia rimase completamente immobile, da qui la decisione dell’amministrazione di nominare CEO Stephen Elop, il quale aveva avuto esperienza con Microsoft. Dopo poche settimane, Elop arrivò alla conclusione di non voler accettare di integrare Android come software nei propri cellulari, preferendo l’alternativa Microsoft chiamata Windows Phone. Questa scelta, tuttavia, si rivelerà un errore fatale per l’azienda. Il software microsoft non si dimostrò mai all’altezza di iOS Android.

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