Behavioural Economics, tra finanza e psicologia

L’Economia Comportamentale è una particolare branca dell’economia nata da numerosi studi effettuati nella seconda metà del XX secolo.  Alla base di questa scienza vi è l’unione di elementi economici ad aspetti di psicologia cognitiva, così da permettere un’analisi più approfondita dei processi di scelta degli agenti nel sistema. La psicologia cognitiva si occupa, infatti, di analizzare i meccanismi secondo cui gli individui incamerano e filtrano le informazioni. In particolare si è notato come gli individui non siano sempre in grado di prendere la scelta ottimale, come la teoria economica standard afferma, ma piuttosto vadano spesso incontro ad errori decisionali. É indubbio che l’Uomo non sia un agente perfettamente massimizzante e che i suoi comportamenti siano mossi anche da componenti irrazionali ed emotivi.  Gli esseri umani sbagliano, ed i loro errori sono tanto continui quanto frequenti da poter essere studiati ed incorporati in modelli economici alternativi.

I due sistemi

Le decisioni degli investitori in campo economico-finanziario vengono prese tramite delle Euristiche, ovvero delle scorciatoie mentali che permettono di trasformare un quesito difficile in uno più semplice. Daniel Kahneman e Amos Twersky hanno evidenziato come le scorciatoie mentali siano frutto di una caratteristica intrinseca della nostra mente: la suddivisione in due sistemi cognitivi. Il sistema 1 opera in fretta ed automaticamente, con poco sforzo e senso di controllo volontario: così l’azione di notare che un oggetto è più lontano di un altro, guidare la macchina su una strada deserta e qualsiasi altro atto cognitivo che non richieda concentrazione appartiene al sistema 1. 

Ad esempio, con la stessa velocità con cui hai visto che la donna ha i capelli neri, sai anche che è arrabbiata. Inoltre quello che hai visto si estende al futuro: potresti aver avuto la sensazione che la donna stesse per dire parole scortesi, magari urlando, avendo una premonizione di ci  che la donna avrebbe fatto. Questo è stato un esempio di pensiero veloce, affine al sistema 1.

Se tu ti trovassi di fronte ad un calcolo mediamente complesso, come lo è

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capiresti subito che si tratta di una moltiplicazione e che probabilmente sei in grado di risolverla con l’ausilio di carta e penna. Potresti anche aver riconosciuto un intorno dentro il quale il risultato dovrà stare, tuttavia una soluzione precisa ed immediata non ti è venuta in mente e ti sei chiesto se cimentarti o meno nel calcolo: hai così sperimentato il pensiero lento affine al sistema 2.

Quindi le operazioni assai disparate del sistema 2 hanno una caratteristica in comune: richiedono attenzione e sono annullate se questa viene distolta.

Esempio ne sono l’azione di prepararsi al colpo di pistola dello starter in una corsa, contare quante volte compare la lettera “A” in una pagina di testo, e moltissime altre.

É possibile dire che, in generale, le euristiche del giudizio degli individui allontanano i mercati dall’efficienza e distorcono i prezzi delle attività finanziarie. Per questo non si può prescindere, nel fare Finanza, dallo studio dell’Economia e della Finanza Comportamentale.

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