Quando i prezzi inviano i segnali sbagliati: la bolla speculativa

Una delle parole note a tutti fin dalla prima infanzia è “bolla”: chi non ha mai giocato con le bolle di sapone? Quando si soffia nella bolla questa cresce e diventa sempre più grande, fin quando scoppia a causa dell’eccessiva presenza di aria e della fragilità delle sue pareti. Il fenomeno sopra descritto è molto utile per comprendere cosa sia una bolla speculativa. Vediamo più nello specifico cos’è, come si forma e perché scoppia.

Cos’è una bolla speculativa

Provando a dare una definizione di bolla speculativa, si può dire che essa altro non è che una particolare fase di mercato caratterizzata da un aumento considerevole dei prezzi di uno o più beni, dovuto ad una crescita repentina della domanda nel tempo, seguito da una rapidissima diminuzione dei prezzi stessi fino al livello iniziale (o anche inferiore). In genere, la bolla speculativa si può suddividere in tre fasi.

  1. Fase di accumulazione: durante questa prima fase, determinate notizie o “sensazioni” sul valore di un certo bene fanno sì che gli individui inizino a comprarne elevate quantità; ciò provoca un aumento della domanda del bene in considerazione, che si traduce in un veloce innalzamento del suo prezzo di mercato.

  2. Bolla speculativa vera e propria: il prezzo del bene cresce in continuazione, a causa di una costante crescita della domanda; un prezzo sempre più elevato (indice di un alto e crescente valore del bene) induce sempre più acquisti, che a loro volta si traducono in un ulteriore aumento del prezzo e così via.

In generale, un profitto si può ottenere comprando un oggetto e in seguito rivendendolo ad un prezzo maggiore di quello di acquisto (comprando una casa a 200.000 euro e rivendendola a 300.000, il profitto ammonta a 100.000 euro). È proprio questo che determina la terza e ultima fase della bolla speculativa, lo scoppio.

  1. Scoppio: arriva un momento nella fase 2 in cui molti individui che detengono il bene preso in considerazione iniziano a venderlo per realizzare un profitto, forti dell’aumento del prezzo che si è verificato; quando la maggior parte dei detentori del bene comincia a volerlo vendere per ottenere un guadagno l’offerta aumenta rapidamente, il prezzo del bene crolla e non si trovano individui disposti all’acquisto.

In poche parole, la maggior parte dei possessori di quel bene si ritrova con qualcosa pagato fior di quattrini e che ormai ha un valore pari a quello che aveva inizialmente, se non minore.

Si tratta di un evento raro?

Le bolle sono ben note all’opinione pubblica; alcune di esse sono entrate nell’immaginario comune come tragici eventi storici, spartiacque fra un periodo di crescita e uno di recessione (si veda la più recente bolla immobiliare, scoppiata nel 2007). In genere, quindi, si ritiene la bolla come un evento eccezionale e catastrofico. La cosa che invece molti noti economisti, come Shiller, sostengono è che la bolla non sia un evento raro, bensì una quotidiana e normale condizione del mercato e dello scambio in generale, e quindi del sistema economico. In poche parole, il mercato è quotidianamente attraversato da bolle speculative che si sviluppano, si espandono e scoppiano. Ancora più precisamente, la bolla speculativa esiste perché il mercato esiste, e quindi non è un evento raro, ma fisiologico.

Razionale irrazionalità

La bolla speculativa rivela una strana coesistenza di elementi razionali e irrazionali. Quando un individuo acquista qualcosa, che sia uno strumento finanziario o un bene materiale, l’obiettivo è di usufruirne, traendone un profitto o godendo delle sue caratteristiche. In pratica un individuo, se razionale, acquista qualcosa quando ritiene che quel particolare oggetto abbia un determinato valore, rappresentato in termini economici dal prezzo. Ne segue che, in genere, un aumento del prezzo è indice di un aumento del valore dell’oggetto. Di conseguenza un aumento del prezzo del bene invoglia molti più individui ad acquistare quel determinato bene.

La caratteristica particolare della bolla speculativa è che la tentazione a comprare, a volte frenata da mancanza di disponibilità economica, si trasforma quasi sempre in acquisto, a causa della diffusa illusione che il prezzo dell’oggetto in considerazione possa crescere continuamente senza mai raggiungere un arresto, o immaginando tale arresto in un lontano futuro. Sotto il profilo psicologico tutto ciò è razionale, in quanto, per esempio, comprare qualcosa a 10 euro sapendo che fra un mese quasi sicuramente il suo prezzo sarà 20 euro altro non è che un ottimo affare. Il grande problema è che, molto spesso, la nascita delle bolle speculative è determinata da un’irrazionale euforia generale del mercato.

Infatti durante una bolla il prezzo del bene cresce in maniera molto accentuata non perché il suo valore effettivo aumenti, ma perché il prezzo stesso inizia ad inviare un segnale sbagliato, generato dal cosiddetto “comportamento del gregge”. In pratica si agisce in base a quello che gli altri fanno: se tantissime persone comprano quell’oggetto può sembrare che ci sia un qualche vantaggio nell’acquisto, quando invece, in realtà, non c’è una motivazione reale («lo faccio anche io perché lo fanno tutti, e quindi conviene»).

Gli acquisti aumentano sempre di più e il prezzo sale ancora, fin quando tutti vogliono trarre profitto dalla conveniente operazione effettuata e si scatena il caos: chi comprerà quel bene quando ormai tutti i soggetti interessati lo posseggono e il suo prezzo è molto elevato? Nessuno. Il prezzo allora scende repentinamente, e ci si ritrova in tasca un oggetto comprato a 10 euro che ora ne vale 2. La bolla esplode e ci si ritrova in tasca qualcosa che non ha valore, o meglio, è tornato ad avere il suo valore reale.


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