Il Dopocena

05/12/2017

L’UE approva la Black list dei paradisi fiscali

Dopo mesi di discussione l’Ecofin, il consiglio di economia e finanza dell’Unione Europea composto dai ministri delle finanze dei singoli Stati membri, ha stilato una lista nera con 17 paesi considerati paradisi fiscali. Tra questi troviamo Tunisia, Samoa, American Samoa, Bahrain, Barbados, Grenada, Guam, Macao, Mongolia, Isole Marshall, Palau, Panama, Namibia, Saint Lucia, Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud, Trinidad e Tobago. La decisione è stata ponderata in base a tre criteri: trasparenza fiscale, tassazione equilibrata e applicazione delle norme OCSE sul trasferimento dei profitti da un paese all’altro. La black list è accompagnata da una “lista grigia” formata da altri 47 paesi che si sono impegnati ad apportare modifiche alla loro legislazione in base alle pressioni e alle indicazioni dell’UE.

Politica estera: rimane alta la tensione tra Israele e Turchia

La notizia annunciata da Trump del trasferimento dell’ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme rischia di alzare l’ennesimo polverone in Medio Oriente. Alle dichiarazione di Erdogan, il quale si è mostrato contrario affermando che il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele rappresenta “una linea rossa per i musulmani”, è arrivata la pronta risposta del ministro degli esteri isreaeliano. Nella dura replica il ministro ha affermato “Gerusalemme è la capitale del popolo ebraico da 3 mila anni e la capitale di Israele da 70, senza riguardo al riconoscimento o meno da parte di Erdogan”. L’alto Rappresentante UE per la politica estera Federica Mogherini ha invitato le parti a tenere bassi i toni per evitare “gravi ripercussioni”. Macron si è espresso velatamente contro la decisione degli USA, chiedendo una risoluzione dello status di Gerusalemme nell’ambito dei negoziati tra israeliani e palestinesi.

Venduto all’asta il “diamante della pace”

La pietra preziosa da 709 carati scoperta in Sierra Leone dal pastore Emmanuel Momoh, è stata venduta all’asta a New York per 6,5 milioni di dollari. Denominato “diamante della pace”, in contrapposizione ai famosi “diamanti insanguinati” relativi alla guerra civile scoppiata tra gli anni ’90 e 2000, è il più grande mai trovato in Sierra Leone. Circa 4 milioni del ricavato saranno destinati alla località rurale in cui la pietra è stata trovata. L’acquirente è il miliardario britannico e gioielliere Laurence Graff.

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