Il Dopocena

28.06.2018

Ancora incertezze sui dazi

Gli investitori restano incerti sul fronte commerciale e si mostrano diffidenti rispetto all’impostazione che la Casa bianca vorrà dare ai rapporti con la Cina. Da Washington continuano infatti ad arrivare indicazioni contrastanti: da una parte toni da America First, dall’altra rassicurazioni – le ultime date da Donald Trump – sulla volontà di non andare verso strette eccessive alla presenza dei capitali cinesi negli Usa. Non a caso, ieri prima i listini si sono lanciati in un rally esagerando questo messaggio distensivo, salvo poi ricredersi. Le uscite di Trump sono infatti state smorzate dalle dichiarazioni del suo consulente economico, Larry Kudlow, che ha smentito una frenata nelle posizioni statunitensi. Non aiuta la revisone al ribasso del Pil Usa nel primo trimestre, con l’economia Usa che nel primo trimestre è cresciuta del 2%, rispetto al 2,2% previsto dagli analisti e al 2,3% inizialmente stimato.

Amazon dichiara guerra alle farmacie

Dopo mesi di indiscrezioni e annunci, Amazon ha messo ufficialmente piede nel settore con l’acquisto di Pillpack, una farmacia online che offre medicine pre-dosate e consegne a domicilio. I termini finanziari dell’operazione non sono stati forniti.  Al momento i competitor non si dicono preoccupati, anche se la concorrenza di Amazon si farà sentire. Il ceo di Walgreens Boots Alliance, l’italiano Stefano Pessina, ha dichiarato al Wall Street Journal di “non essere particolarmente preoccupato” dell’acquisto di Pillpack. L’ad ha spiegato che “il mondo delle farmacie è molto più complesso della semplice consegna di medicine”, di cui si occupa Pillpack. Pessina crede “fortemente che il ruolo delle farmacie fisiche continuerà a essere molto, molto importante in futuro”. Nel frattempo il titolo di Walgreens, come quelli di Rite Aid e Cvs , soffre pesanti vendite a Wall Street.

Bce: in Italia rischio cancellazione riforme pensionistiche

Il Bollettino della Banca centrale analizza le recenti tendenze macroeconomiche e finanziarie e alcuni scenari di lungo periodo. In uno di questi, legato ad esempio all’invecchiamento della popolazione e a come impatterà sulla spesa pubblica, si nota che “in alcuni Paesi (per esempio Spagna e Italia) sembra esserci un elevato rischio che le riforme delle pensioni adottate in precedenza siano cancellate”. Un fattore che metterebbe a rischio la tenuta del bilancio pubblico, soprattutto in un caso – come il nostro – dove la demografia gioca nettamente a sfavore.
O ancora, quando si riopercorre la cronaca delle ultime settimane e si ricorda che “i differenziali dei titoli di Stato italiani sono considerevolmente aumentati dopo il 15 maggio, quando i mercati hanno conosciuto i dettagli contenuti nella proposta di programma avanzata dal nuovo governo italiano”. “Al tempo stesso – prosegue il bollettino – a maggio 2018 i rendimenti delle obbligazioni bancarie sono divenuti più eterogenei tra i diversi paesi, in un contesto caratterizzato dall’incertezza politica che si è verificata in quel periodo in Italia”.

(Fonte Repubblica.it)

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