Erdogan, il progetto neo-ottomano finanziato dalla Cina

La rielezione del “Sultano di Istanbul” a Presidente della Repubblica Turca sancisce la continuazione del progetto neo-ottomano, iniziato quasi 20 anni fa dallo stesso Presidente Recep Tayyip Erdogan, con lo scopo di rendere Ankara una potenza regionale ed un ponte tra oriente ed occidente. Pechino è il principale alleato di Erdogan in questo progetto, che potrebbe portare grandi vantaggi ad entrambi i Paesi.

Cooperazione sino-turca nei Balcani

Erdogan, sin dai primi anni 2000, quando era Primo Ministro della Turchia, ha ideato un progetto che punta a rendere Ankara la principale Potenza geopolitica ed economica nella Penisola Balcanica. Alludendo romanticamente all’antico impero ottomano, caduto durante la Prima Guerra Mondiale, il piano è stato chiamato “progetto neo-ottomano”. La politica erdoganiana consiste nell’instaurare strette relazioni con le comunità musulmane dell’Albania, della Bosnia e della FYROM (Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia).

La Cina, che intende realizzare infrastrutture per il progetto “Nuova Via della Seta”, sta rafforzando i suoi legami con la Turchia. La cooperazione tra Ankara e Pechino è incentrata sul Consorzio Heritage Platform, una società sino-turca, con quartier generale nella città di Hong Kong, nata da una fusione tra la Heritage Turkey e la Caricom Oil of China. La Heritage Platform opera nel settore dei servizi, fornendoli a società joint venture cinesi in molteplici settori. Oggi la Heritage Platform sta gestendo la realizzazione dell’aeroporto di Banja Luka, in Bosnia Erzegovina, e di quello di Vlore, in Albania. La società sta collaborando con il governo Albanese e con la compagnia Turkish Airlines per far rinascere la compagnia aerea nazionale di Tirana, che era andata in bancarotta nel 2013.

Dal 2017 le relazioni bilaterali sino-turche si sono rafforzate, dopo che per qualche tempo Ankara ha supportato la minoranza turcofona degli Uiguri, popolazione musulmana della provincia cinese dello Xinjiang. I rapporti tra i due Paesi si sono sempre più rafforzati nel tempo, visto anche l’interesse cinese per la penisola balcanica. Per entrare nella regione Pechino ha bisogno del supporto politico turco. La Turchia, per la Cina, è la chiave di volta con cui aprire la strada dei Balcani.

Tra le Aziende cinesi che cooperano nel progetto della Heritage sono presenti la China Export Import Bank, la China Construction Bank, la China Development bank e la National Development Bank.

 

La strategia economica di Erdogan

Il Presidente della Repubblica Turca, Recep Tayyip Erdogan

Erdogan ha in mente una precisa strategia, sviluppare il settore industriale nazionale, in particolare quello bellico. Con il supporto degli investimenti cinesi e del Qatar, Ankara intende rafforzare la sua industria pesante, con l’intenzione di aumentare la domanda per prodotti Made in Turkey ed incrementare le esportazioni verso i mercati della SCO e dell’Unione Economica Eurasiatica. Per attuare quest’agenda economica e commerciale la Turchia deve ridurre gli acquisti di prodotti provenienti dalla Zona Euro, anche stringendo la cinghia del credito.

Di recente, Ankara ha iniziato ad autorizzare l’accesso a strumenti economici della Finanza Islamica, ha aumentato gli investimenti statali ed implementato accordi commerciali bilaterali con la Cina, la Russia, il Qatar e l’Iran. Inoltre, la Reppubblica Turca ha implementato le esportazioni di materiale bellico verso Paesi africani, oltre che asiatici. Tuttavia, il crollo della Lira Turca, iniziato nei primi mesi del 2018, ha rischiato di rallentare i piani di Erdogan. Per evitare ciò la Banca Centrale di Ankara, il 7 giugno del 2018, ha dovuto alzare i tassi d’interesse per stabilizzare la Lira e per diminuire l’inflazione. Dopo questa operazione, la valuta turca si è stabilizzata.

Gli Investimenti cinesi in Turchia

Prima della tornata elettorale del 24 giugno, Pechino non ha mai smesso di immettere liquidità, investendo nell’apparato economico ed industriale turco. Per Erdogan questa cooperazione economica con Pechino è di vitale importanza per far integrare il Paese mediorientale nel progetto cinese della Nuova Via della Seta, Belt and Road Iniziative ( o One Belt One Road).

Di recente Ankara ha ratificato una serie di accordi con la Cina per la cooperazione economica in diversi settori, come quello del turismo, quello energetico e quello finanziario. Questo è stato possibile grazie al supporto della Bank of China e della Industrial Commercial Bank of China (ICBC). Da Aprile 2018, secondo il ministero dell’Economia turco, sono presenti nel Paese quasi mille compagnie cinesi che operano a pieno ritmo.

I principali progetti che Pechino vuole realizzare in Turchia ci sono:

  • Una linea ferroviaria ad alta velocità Ankara-Istanbul
  • Una Centrale Nucleare con la stessa modalità di quelle che sono già in costruzione con la cooperazione russo-turca
  • Modernizzazione del porto per i conteiner di Kumport, situato tra i due stretti e il mar di Marmara, dove opera la compagnia cinese Cosco Pacific.
  • Cooperazione sino-turca per integrare la piattaforma E-commerce turca Trendyo grazie ad investimenti che ha ricevuto da Alibaba, azienda leader in Cina, e seconda alla sola USA Amazon, per l’E-commerce.

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