Finanza e giustizia sociale

Non è raro sentir associare alla parola “finanza” il concetto di “ingiustizia sociale”: molto spesso infatti si ritiene che la finanza non sia altro che un mezzo di arricchimento senza scrupoli, riservato ad un insieme ristretto di persone che sanno come muoversi nell’ambiente traendone enormi benefici e guadagni. Ne segue la comune convinzione che il sistema finanziario, con il tempo, non abbia fatto altro che ampliare la forbice sociale, ovvero il divario in termini di benessere economico fra le varie classi sociali: in altre parole, chi è ricco lo sarà sempre di più e chi è povero è destinato a esserlo per sempre. Ovviamente questo discredito nei confronti della finanza è cresciuto durante l’ultima crisi. Bisogna dunque cercare di far chiarezza, analizzando nello specifico il legame che esiste tra finanza e giustizia sociale.

Qual è il vero obiettivo della finanza?

Per analizzare nello specifico questo argomento si devono innanzitutto comprendere quali sono gli obiettivi della finanza, partendo da una sua semplice definizione. La finanza è «la disciplina economica che studia le modalità di investimento e di finanziamento», ovvero il modo in cui si impiegano i soldi che si hanno a disposizione. Quindi la finanza non è altro che un mezzo per raggiungere un determinato obiettivo, che assume una natura diversa in base alle varie situazioni: finanziare un progetto di ricerca, cercare i fondi per la costruzione di ospedali, scuole e infrastrutture, gestire le risorse di un’università e via dicendo.

Spesso si trascura che la parola finanza deriva dal latino finis (“fine, scopo, obiettivo”): finanziare un’attività, infatti, significa creare un’architettura complessa per raggiungere uno scopo, ponendo in atto una gestione corretta e responsabile per preservare sia il capitale impiegato nell’attività che l’attività stessa. L’obiettivo della finanza è quindi organizzare un progetto e preservarlo.

L’impatto della finanza nella società

Spesso non ci si rende conto di quanto il sistema finanziario e la sua evoluzione abbiano contribuito allo sviluppo della nostra società per come la conosciamo oggi. E questo discorso non si riferisce solo alla sempre più incombente globalizzazione dei giorni nostri, ma anche alle azioni quotidiane a cui spesso non facciamo caso (è più comodo pagare con banconote e bancomat o con pecore e mucche? Non c’è da meravigliarsi, in alcune tribù africane funziona ancora così).

Questo serve a far capire che la finanza e la sua evoluzione hanno consentito davvero di creare sviluppo e miglioramento sociale: il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha stimato che i Paesi che versano in stato di povertà (in aree quali America latina, Africa subsahariana, Medio Oriente e sud dell’Asia), da quando hanno introdotto, non senza difficoltà, strutture finanziarie più complesse, hanno incrementato in media il loro PIL del 6% (i dati sono reperibili al link www.imf.org/pubs/ft/weo/2011/01/).

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) non annovera il sistema finanziario nemmeno tra i fattori che creano disuguaglianza economica e sociale, al contrario di altri elementi quali il livello di istruzione, la differenza di genere, il livello di informatizzazione, la tassazione, il livello di corruzione, il mercato del lavoro. Anzi, è ormai certo che avere un sistema finanziario evoluto sia indispensabile per il progresso di una Nazione, grazie a transazioni e scambi più veloci e più sicuri, gestione del risparmio sempre più professionale, accesso al credito per piccole imprese e per famiglie. Eppure, la maggior parte della popolazione percepisce la finanza come una delle cause scatenanti delle crisi e delle attuali disuguaglianze.

Finanza e giustizia sociale

Abbiamo detto che la finanza è un mezzo per il raggiungimento di uno scopo e la preservazione del risultato ottenuto. Essa è quindi una scienza funzionale che non incorpora in sé nessun obiettivo proprio, ma viene modellata in base agli scopi che la società vuole raggiungere. Il problema vero quindi non è la natura del mezzo “finanza”, ma consiste nella definizione concreta di obiettivi sociali giusti ed etici: il funzionamento del sistema finanziario riflette gli ideali che una società si prefigge.

Le crisi finanziarie non sono causate dal sistema finanziario in sé per sé, e nemmeno dell’uso che si fa dei vari mezzi finanziari, ma dal fatto che spesso la società non si pone nobili obiettivi da raggiungere. Se una società ha come fine la giustizia sociale, allora la finanza si modellerà su di esso e sarà d’aiuto nel suo raggiungimento. La finanza è quindi un mezzo importante e potente per la promozione della giustizia sociale, ma solo se in mano ad una società che davvero vuole ridurre le disuguaglianze e promuovere la prosperità.


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