Games of Thrones, guadagni da capogiro

Linverno è arrivato

Il 17 Luglio è andata in onda la première della famosissima serie TV, oramai diventata cult, “Game of Thrones” (“Il Trono di Spade” in Italia) riportando ascolti record. Sono infatti più di 10 milioni le persone che si sono riunite a guardare la prima puntata inedita, e salgono a 16.1 se si considerano le visualizzazioni in differita e in streaming, battendo così non soltanto tutte le precedenti première, ma anche il miglior risultato mai ottenuto dalla serie pari a 8.9, milioni totalizzato dal finale della sesta stagione. Si è dunque confermato un trend fortemente positivo ed in crescita quello degli spettatori della serie, che non sembrano essere stati condizionati dall’estate, periodo in cui gli ascolti solitamente diminuiscono, e che anzi hanno fatto di “Dragonstone” l’episodio più twittato della serie (2.4 milioni di tweets).

Milioni di spettatori, milioni di guadagni

Il Trono di Spade è in realtà un adattamento televisivo, prodotto dalla casa HBO, del ciclo di romanzi fantasy “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, nato dalla penna di George R.R. Martin. Si è distinta anche come una delle serie più costose di sempre, il costo della prima stagione è stato stimato tra i 50 e 60 milioni di dollari, mentre l’episodio pilota è costato dai 5 ai 10 milioni. Per la stagione appena trascorsa, la sesta, il budget è stato innalzato fino a 100 milioni di dollari, con un costo medio per episodio di circa 10 milioni. A queste cifre da capogiro per una serie TV, vanno però accostate cifre altrettanto straordinarie in termini di diffusione. Questo infatti è un raro caso in cui una serie televisiva riesce ad incrementare consistentemente nel corso degli anni i propri ascolti, ha infatti esordito nell’aprile del 2011 ottenendo una media di 2.5 milioni di spettatori statunitensi, che, durante le successive stagioni, sono aumentati costantemente, sino ad una media di 7.6 milioni per la sesta stagione, entrando addirittura nel Guinness dei Primati come serie televisiva trasmessa contemporaneamente nel maggior numero di paesi, ben 173.

I beneficiari del successo

Grazie al lancio dalla serie e del seguito che ha riscosso, la vendita dei libri, che avevano già raccolto un buon successo nel genere, è cresciuta a ritmi esponenziali, toccando perfino un aumento a tre cifre nelle percentuali. I dati sulle vendite non sono uniformi, ma nel Settembre 2013 Reuters riporta che i romanzi avevano venduto più di 24 milioni di copie soltanto in Nord America, considerando le edizioni cartacee, e-book e gli audiolibri. George R.R. Martin da Maggio 2011 a giugno 2015 ha infatti guadagnato la bellezza di 51 milioni di dollari. Non sono presenti dati ufficiali che riportino quanto “Game Of Thrones” abbia significato in termini di ricavi per HBO, tuttavia vi sono delle stime che attestano, nel modo più prudente possibile, che la sola quarta stagione abbia generato 252 milioni di dollari in termini di subscriptions ad HBO da parte del solo popolo statunitense. Ancora, non vi sono dati riguardo la vendita mondiale di DVD/Blue-rays, tuttavia, solo negli USA sono stati venduti 975.593 DVD della prima stagione nel 2012, seguiti da 623.529 DVD della seconda stagione venduti nel 2013.  I Blue-Ray venduti della prima stagione, sempre negli USA, sono 533.952 unità nel 2012, seguiti da 509.772 nel 2013 per la seconda stagione. Pertanto, le vendite tra DVD e Blue-Ray negli USA per la sola prima stagione hanno generato introiti di 57.2 milioni di dollari per HBO, mentre per la seconda stagione la quota ammonta a 37.3 milioni (diminuzione spiegata dall’aumento dei downloads online). A questi numeri, va accostato un dato rilevante: il profit margin di HBO per i DVD è stimato essere del 50%, ossia per ogni DVD venduto, la metà dell’incasso si trasforma in profitto. Questi sono numeri che consentono di avere una chiara percezione della scala del successo, anche in termini economici, che questa serie ha avuto, ricordando che questi dati sono riferiti esclusivamente agli Stati Uniti, tralasciando il resto del mondo.

Download, legali e non

Per quanto riguarda i downloads online, anche in questo caso i dati scarseggiano, ma giusto per avere ancor di più contezza della dimensione di questo colosso che Il Trono di Spade è oramai diventato, possiamo fornirne alcuni. Sono stati 355,000 i downloads degli episodi della seconda stagione avvenuti soltanto il primo giorno del loro rilascio online tramite siti come iTunes e Amazon.com. Basandoci quindi su un prezzo medio di 3.57 dollari per download e considerando una stima pari al 70% del guadagno riconosciuto ad HBO per ogni download, i profitti stimati per solo il primo giorno ammontano a 887,000 dollari. Queste stime mostrano che, nonostante sia la serie TV più piratata al mondo (14,4 i milioni di persone hanno scaricato illegalmente la quinta stagione della serie da internet per guardarla senza aspettare la messa in onda sulle tv a pagamento e, poi sulla rete nazionale), HBO può certamente vantare un rendimento più che positivo derivante dalla serie.

Se la produzione del Trono di Spade ha generato ingenti introiti per HBO, nonché per il cast, è anche vero però che ha creato anche un grande indotto nei paesi presso i quali le riprese si sono svolte, in particolar modo Irlanda del Nord e Croazia. La stessa BBC ha rilasciato una dichiarazione in cui sostiene che sono state spese oltre 150 milioni sterline tra servizi, lavoro e riprese di cui hanno beneficiato soprattutto le persone del posto.

La colonna sonora inoltre è stata così particolarmente apprezzata che il compositore Ramin Djawadi ha deciso di organizzare il “Game of Thrones Live Concert Experience”, ossia un concert tour che ha preso luogo in 24 date nelle città degli USA e Canada, riportando un discreto seguito con un ricavo medio intorno ai 500.000 dollari.

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