Gordon Gekko: analisi di un genio del male della finanza mondiale

Analisi sul personaggio di finzione Gordon Gekko, curata da CiakClub sotto il punto di vista cinematografico e da Starting Finance per il lato economico

Gordon Gekko è un personaggio di finzione inventato da Oliver Stone e Stanley Weiser nel 1987, in occasione della produzione del primo dei due film intitolati “Wall Street” diretti dallo stesso Stone. Il ruolo venne affidato a Michael Douglas, mentre il doppiaggio per l’Italia all’attore Giancarlo Giannini. L’interpretazione nel primo film è valsa a Michael Douglas la prestigiosa vittoria di un Oscar come migliore attore.

Gekko è un corporate raider di successo, ha sposato una donna di nome Kate, con la quale ha avuto un figlio, Rudy, ed una figlia, Winnie. Durante gli anni ’70 si arricchisce mediante operazioni in ambito di speculazione immobiliare, ma la sua vera fortuna deriva da geniali e irregolari tattiche di insider trading. Nel 1985 il giovane broker della Jackson & Co., Bud Fox (Charlie Sheen), ammiratore di Gekko, riesce grazie alla sua perseveranza a lavorare con il manager, che dopo una prima fase di test gli affida delle operazioni illecite che Bud accetta di compiere, accecato dal sogno di Wall Street: diventare un milionario.

Gekko è uno degli antagonisti più cattivi della storia del cinema, la sua avidità non ha limiti e questo ruolo è diventato un simbolo negativo per chi lavora nella finanza; essere considerati come Gekko vuol dire essere delle persone spregevoli e degli speculatori senza cuore.

«L’avidità, non trovo una parola migliore, è valida, l’avidità è giusta…»

Numerose sono le citazioni che hanno coinvolto questo personaggio immaginario, come ad esempio il discorso del 2008 fatto dal Primo Ministro australiano Kevin Rudd, intitolato “I figli di Gordon Gekko“, oppure nel celebre film di di Martin Scorsese “The Wolf of Wall Street” con Leonardo DiCaprio. Situazioni in cui l’esempio dell’andamento economico è lo specchio del male dell’uomo che rincorre la ricchezza con tutti i mezzi a discapito degli altri e del mondo.

«I più di questi laureati di Harvard non valgono un ca**o. Serve gente povera, furba e affamata, senza sentimenti. A volte vinci, a volte perdi, ma continui a combattere. E se vuoi un amico, prendi un cane».

Il primo film di Oliver Stone si conclude con la condanna al carcere per Gordon, che in una folta trama di tradimenti viene tradito dal suo pupillo e ammiratore Bud Fox.

Wall Street – il denaro non dorme mai

Nel secondo film, uscito nel 2010 ed ambientato nel 2008, “Wall Street – il denaro non dorme mai“, Gekko uscirà dal carcere e riuscirà a riconciliarsi con sua figlia, Winnie, tramite il suo compagno, un broker con il quale il padre fa degli affari segretamente, Jacob Moore. Gekko prevede l’imminente crisi finanziaria del 2007 ma nessuno gli crede, scrive un libro e non rinuncia ai soldi, che sono la sua droga preferita.
Viene accusato pesantemente dalla figlia di non aver fatto nulla nei confronti del fratello Rudy, suicida per overdose, ma si scoprirà che nel momento di massima crisi finanziaria si era indebitato con degli strozzini per provare le migliori terapie per far uscire suo figlio dalla tossicodipendenza.
Nello scenario “apocalittico” del secondo film, quando tutto il mondo economico e bancario crolla, Gekko spiega come dietro la crisi ci sia un progetto ben costruito: «Questo è l’impero del male; io, al confronto, ero una mezza tacca». Nonostante tutte le vicende riuscirà ad investire capitali rubati e raddoppiarne il valore per poi concentrarsi sui reali affetti familiari.

«La verità è che ci siamo tutti dentro. Banche, consumatori, tutti muoviamo la giostra dei soldi»

Gekko ha sempre la contromossa pronta per lo sviluppo dei suoi affari, sorprende puntualmente i suoi antagonisti, è un meticoloso e agguerrito affarista, non gli sfugge nulla dal controllo e quando questo succede reagisce con rabbia e violenza. Non ha amici ed è pronto sempre a tradire pur di salvaguardare il suo capitale, riesce sempre ad avere un piano di riserva sconosciuto dai suoi interlocutori. La sua perversione legata al mondo del denaro non riuscirà mai a cessare definitivamente, nemmeno quando scoprirà la notizia che diventerà nonno da lì a pochi mesi.

Ma come ha fatto Gordon Gekko a diventare uno dei più temuti investitori e trader di Wall Street?

Gordon Gekko iniziò a costruire il proprio impero economico a partire dai primi anni ’70 grazie a numerose operazioni di speculazione immobiliare realizzate nella Grande Mela. Questo tipo di attività consiste nel lucrare sull’andamento del mercato edilizio e viene messa in pratica comprando immobili col solo scopo di rivenderli, dopo un lasso temporale di durata variabile, ad un prezzo maggiore rispetto a quello di acquisto (in alcuni casi è possibile anche effettuare anche il procedimento inverso, vendendo un edificio e riacquistandolo ad un ammontare inferiore). Così facendo, lo speculatore guadagna un surplus dato dalla differenza fra i due importi.

Il corporate raiding

Ma questa è soltanto una delle tecniche finanziarie attuate dello squalo di Wall Street. Gekko, infatti, destinò successivamente parte dei suoi ingenti guadagni al corporate raiding, un’altra procedura di gestione e investimento di denaro. Ma che fanno esattamente i raider? Tali operatori acquisiscono, attraverso l’acquisto di titoli, il controllo di aziende pesantemente indebitate, sostituendosi al management. Lo scopo è quello di risanarle o, nella maggior parte dei casi, smembrarle in più parti; così facendo, il raider può vendere le business units più redditizie, traendo buoni profitti, e chiudere le altre. Ricordate il mestiere di Richard Gere in Pretty Woman? Era proprio questa l’attività della sua società!

Per fare ciò è necessario che si disponga, oltre che di un certo cinismo e, perché no, spietatezza, anche di ingenti capitali necessari al rastrellamento delle quote di proprietà: il raider può già possederli oppure può finanziarsi grazie all’emissione di Junk Bond (titoli obbligazionari “spazzatura”, cioè prestiti ad alto tasso di interesse concessi ad aziende con scarsa sicurezza di rimborso). Nel film, Gekko acquista con questa procedura la proprietà della Teldar Carta e della Bluestar, una compagnia aerea: fatto ciò, licenzia buona parte del personale, vende al migliore offerente le rotte più redditizie e i migliori velivoli, ripiana parte dei debiti, e in seguito si appresta ad avviare per il resto dell’azienda la procedura di tutela fallimentare prevista della legge americana (il “chapter 11“).

L’insider trading

Ma la vera fonte della spropositata quantità di denaro nelle tasche dello squalo è un’altra, un’attività che, a differenza delle precedenti, è illegale e costituisce un reato punibile penalmente dal diritto statunitense, come stabilito dal Securities Exchange Act del 1934: l’insider trading. Questa pratica vietata consiste nella compravendita di asset finanziari (azioni, obbligazioni o derivati) da parte di persone fisiche o società che si servono di informazioni riservate, ottenute grazie alla propria posizione, per operare al meglio in un mercato rispetto a tutti gli altri investitori, godendo così di un vantaggio scorretto.

Proprio operando su questa direttrice, Gekko, già veterano di insider trading, incarica il suo allievo Bud Fox di scoprire e di comunicargli dati sensibili su aziende interessanti, in modo da sapere in anticipo come comportarsi in Borsa. Ne è un esempio la scena in cui Fox effettua una telefonata comunicando a chi sta dall’altro capo del filo che «ferro azzurro ama Anacott Acciaio», ovvero che Sir Larry Wildman avrebbe, alla prossima apertura del mercato, comprato azioni per acquisire la suddetta società.

Una tecnica del genere, illegale e senza scrupoli, risponde perfettamente all’avidità, alla brama di denaro di Gekko, il quale preferisce non rischiare ed essere certo che le mosse messe in atto avranno risultati positivi: secondo la sua filosofia, infatti, come dice egli stesso parafrasando Sun Tzu, «ogni battaglia è vinta prima che sia combattuta». Così facendo, Gekko non solo rimpingua le proprie tasche, ma riesce anche ad influenzare e manipolare il mercato delle aziende su cui interviene (e di quelle ad esse correlate). L’insider trading, tuttavia, alla fine farà la fortuna e la miseria di Gekko (nonché di Bud Fox), che verrà arrestato nella 1990 in seguito a controlli dell’autorità SEC (Securities and Exchanges Commission) degli Stati Uniti, ponendo così fine alle sue attività illecite e al suo impero.


Scritto da Alessandro Cialli per CiakClub e Giovanni Cianciolo per Starting Finance

Leggilo anche su CiakClub:  http://www.ciakclub.it/2018/02/11/gordon-gekko-genio-del-male/

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