Il Dopocena

12/04/2018

Le Winx vanno in Borsa, Rainbow chiede l’ammissione

Rainbow, la casa di produzione nota per le Winx, va in Borsa. La società ha presentato domanda d’ammissione alla quotazione che sarà realizzata con collocamento rivolto ad investitori qualificati in Italia e istituzionali all’estero. Le azioni saranno messe in vendita da Straffin e Viacom Holdings Italia che hanno il 70,38% e 29,62% del capitale. Raimbow stima che l’offerta, inclusa l’opzione Greenshoe, possa avere ad oggetto fino a massimo il 40% del capitale. È previsto che l’operazione di Ipo venga completata entro maggio 2018, subordinatamente al rilascio del provvedimento di ammissione da parte di Borsa Italiana e all’approvazione del prospetto da parte di Consob. La nota della società specifica che “la società non sarà contendibile anche ad esito dell’offerta”.

Effetto Trump, crolla il rublo

Le parole di Donald Trump su hanno provocato una scossa nei mercati finanziari, Dopo che il Presidente statunitense ha twittato: «La Russia promette di abbattere tutti i missili lanciati contro la Siria. Preparati Russia, perché i missili torneranno, carini, nuovi ed “intelligenti!”. Non dovreste essere partner di un Animale assassino che uccide con il gas il suo popolo e se ne compiace». Le parole di Trump hanno innescato ripercussioni sul mercato dei cambi: Il rublo è crollato del 5% nei confronti del dollaro e le probabilità di default della Russia – misurate dall’andamento dei credit default swap a 5 anni – sono passate in pochi minuti dall’8% al 10%. l’opzione militare Usa-Gran Bretagna-Francia contro il regime siriano del presidente-dittatore Assad alimenta tensioni anche nelle stanze del Cremlino, considerate le posizioni del presidente Vladimir Putin che aveva minacciato poche ore prima del tweet di Trump di abbattere qualsiasi missile lanciato contro la Siria.

Governo: Alt di Forza Italia

Durante la riunione dei vertici di Forza Italia a Palazzo Grazioli a ora di pranzo, la capogruppo della Camera Maria Stella Gelmini ha ribadito la linea: no a veti su Berlusconi. Dura la replica del MoVimento: ‘faccia un passo di lato’. “Parteciperemo ad un governo – ha detto la Gelmini – solo se ci sarà una dichiarazione esplicita e chiara da parte dell’M5S e che ci sia pari dignità tra tutte le componenti del centrodestra, FI e Berlusconi. Senza questa condizione la trattativa non potrà neanche iniziare”. La delegazione del Pd, giunta a piedi al Quirinale, ha ribadito al capo dello Stato il proprio ruolo di minoranza. Anche alla luce di quanto avviene in Siria- ha detto Maurizio Martina al termine del colloquio – “occorre che le forze che hanno prevalso la smettano col tira e molla, le tattiche, i tatticismi, i personalismi estremi e la grande incertezza che stanno generando”.

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