Il Dopocena

Continua la Serie Tv Cinque Stelle – Lega

Mentre il debito pubblico italiano sigla un ulteriore record, dove a marzo è aumentato di 15,9 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.302,3 miliardi, trattandosi di un nuovo record dopo i 2.300 miliardi segnati in luglio; le due fazioni populiste del panorama politico italiano tornano al tavolo per la formazione del futuro Governo, che, stando ai fatti di ieri, sembra molto più complicato di quanto le due fazioni prospettassero. I punti su cui le parti non concordano sono soprattutto in tema di politica estera e conti pubblici, in particolare la revisione dei trattati UE e i costi della politica. Per quanto riguarda i vincoli economici europei, entrambi i partiti puntano a chiedere le modifiche ma seguendo diverse modalità. Alto mare.

Confindustria tuona: serviranno manovre correttive

Il prospetto di un Governo che con tutta probabilità perseguirà i suoi fini impiegando grandi risorse in termini di spesa pubblica e quindi ricorso al debito, preoccupa la frangia liberale del Paese, con Confindustria che afferma che è indubbio che ci troviamo di fronte a una situazione nella quale il Governo e il Parlamento saranno chiamati a predisporre manovre correttive. A tal proposito l’altro ieri, Silvio Berlusconi ha ammonito il Paese dichiarando che l’unico modo che Cinque Stelle e Lega avranno per far quadrare i conti pubblici sarà imporre una nuova patrimoniale agli italiani. La coperta è indubbiamente troppo corta.

Il punto sui mercati

Mentre la curva dei bond sovrani USA si impenna, anche i Titoli di Stato italiani chiudono a 1,95% – massimo dal 19 marzo – con lo spread a 131 punti base; tutto ciò in conseguenza del rialzo dei tassi americani col decennale USA intorno al 3,13% con la “soglia del Rubicone” secondo alcuni consulenti finanziari al 3,20%. Sui rendimenti americani pesa il rialzo del greggio, ai massimi da tre anni e mezzo a causa della prospettiva di sanzioni Usa contro l’Iran che probabilmente limiteranno le esportazioni di greggio da uno dei maggiori produttori del Medio Oriente. Su questo pesa anche l’aumento dell’inflazione attesa e le frizioni con la Cina ancora pesanti.
Per l’azionario invece una giornata tutto sommato all’insegna della cautela con le banche in salita.

La Turchia caccia l’ambasciatore israeliano

L’ambasciatore israeliano in Turchia è stato convocato al Ministero degli Affari esteri per chiedergli di lasciare il Paese, “a causa dei morti a Gaza”. Lo ha riferito Haaretz. Dopo lo spostamento dell’ambasciata Usa a Gerusalemme e i 61 palestinesi uccisi dai soldati israeliani negli scontri a Gaza, Ankara ha già richiamato i suoi ambasciatori in Usa e Israele.

 

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