Il Dopocena

Francia verso lo sforamento del deficit: UE preoccupata

Le pressioni delle proteste dei Gilet Jaunes sembrano aver sortito gli effetti voluti. Il Presidente Macron ha annunciato nuove misure di spesa per una decina di miliardi, comportando un deficit del 3,6% nel 2019 contro i 2,8 attuali – limite concordato con Bruxelles. Anche se si attuassero dei tagli, la Francia comunque sforerebbe la soglia critica del 3%: per questo il paese è entrato nei “sorvegliati speciali” della Commissione Europea, la quale ha dichiarato che “monitorerà strettamente i conti”. Il commissario agli affari economici Pierre Moscovici ha detto: «Seguiremo con attenzione l’impatto degli annunci fatti dal presidente Macron sul deficit e le modalità di finanziamento». Ma in che cosa consisterebbero le misure annunciate dal Presidente Macron?

  • Aumento del salario minimo di 100 euro senza oneri aggiuntivi per datore di lavoro
  • la defiscalizzazione degli straordinari e dei bonus di fine anno da parte delle imprese
  •  l’abrogazione dell’aumento dei contributi per i pensionati che guadagnano meno di 2mila euro al mese

Lo sforzo richiesto era troppo pesante e non era giusto […] So che mi è capitato di ferire qualcuno di voi con le mie parole», ha detto il Presidente.

 

BREXIT: May chiede di riaprire negoziati, NO da UE

Il Primo Ministro Britannico May si è recentemente imbarcato in una serie di incontri con i principali leader europei per tentare di rinegoziare nuovi margini di dialogo sulla Brexit, dopo la decisione di rinviare «entro il 21 gennaio» il voto del parlamento europeo ed evitare la sconfitta alla Camera dei comuni. Ma dall’Europa si è alzato un muro: Merkel, Juncker e Tusk hanno messo in chiaro il loro “NO” sulla rinegoziazione. “L’accordo che abbiamo raggiunto è il migliore possibile. È l’unico accordo possibile. Non c’è spazio per la rinegoziazione” ha aggiunto il Presidente della Commissione Europea. La questione più delicata che ha persuaso May a temporeggiare per il voto dell’accordo sono i confini irlandesi: La Premier spera di sbloccare il problema della “polizza” che manterebbe l’Irlanda del Nord nei confini dell’unione doganale, frammentando di fatto la Gran Bretagna.

 

Accordo USA-Cina: Wall Street in rialzo

La Cina si sta muovendo per ridurre le tasse d’import sulle auto americane: dall’attuale 40% si passerebbe al 15%, secondo quanto riportato da Bloomberg. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sottolineato su Twitter come siano “in corso colloqui molto positivi con la Cina” Una notizieche ha creato trepidazione tra le case automobilistiche  a stelle e strisce, le quali hanno registrato notevoli rialzi a Wall Street: General Motors Co (GM.N) e Ford Motor Co (F.N), sono cresciute del 2% circa nel premarket con la speranza che la mossa possa rivitalizzare le vendite che hanno subìto un duro colpo. Dalla notizia pare che ne abbiano giovato anche le case automobilistiche europee, in quanto diversi costruttori automobilistici costruiscono SUV negli Stati Uniti e vendono in Cina: BMW, Volkswagen AG e Daimler AG sono aumentate tra il 2,3% e il 4%.

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