Il Dopocena

Ires, marcia indietro del Governo sull’incremento di tasse alle associazioni di volontariato

 

In un’intervista a Repubblica il cardinale Bassetti, presidente della Cei, aveva definito l’incremento dell’aliquota Ires per le associazioni di volontariato “una provocazione di chi non ha abbastanza memoria per la società italiana”. A nome del Governo è intervenuto prima il sottosegretario al Welfare, con delega al Terzo Settore, Dorigon, che ha affermato la necessità di trovare una soluzione, poiché “l’Ires riguarda gli utili che possono essere reinvestiti” e si rende necessario quindi agevolare tale reinvestimento. In serata poi hanno fatto seguito le dichiarazioni di Di Maio “la norma sull’Ires va cambiata, mi impegno a farlo nel primo provvedimento utile” e Conte “a gennaio calibriamo meglio la norma sull’Ires”. Intanto però nel 2019, secondo il Codacons, le tasse rappresenteranno una stangata media da 914 euro a famiglia e, secondo l’ufficio parlamentare di bilancio, la pressione fiscale salirà al 42,5% dal 42% del 2018.

 

Borsa, ennesimo “bagno di sangue” a Piazza Affari

 

La Borsa di Milano ha chiuso in calo dell’1,81% a 18.064 punti, facendo segnare così il minimo dell’anno e raggiungendo il punto più basso dal 7 dicembre 2016. A trascinare al ribasso il listino di Piazza Affari sono state soprattutto Saipem, che fa segnare un -3%, a causa dei continui ribassi nel prezzo del greggio, Tim con -3,24%, Ferrari, da cui a novembre è uscito il fondo Hartford Growth, che fa segnare un -3,22% e Fca, con -2,94%. Contribuisce al “bagno di sangue” anche Carige, che riesce a fare prezzo solo in chiusura di seduta e mette a segno un -12,5%. La peggiore in Europa è stata Francoforte che ha perso il 2,37%, più contenute le perdite a Londra, Madrid e Parigi, rispettivamente con -1,52%, -1,38% e -0,6%.

 

Protesta degli Ncc contro la nuova norma varata dal Governo

 

Gli autisti Ncc, noleggio con conducente, sono scesi oggi in piazza a Roma. La protesta è scaturita da una norma contenuta nel decreto legge approvato alla viglia di Natale, l’articolo 29/1 quater, nel quale, secondo le associazioni di categoria, si prevede un’eccessiva burocratizzazione che porterebbe alla chiusura di 80 mila imprese e alla perdita dell’occupazione per 200 mila lavoratori del settore. “L’obbligo di rientrare nel proprio garage a ogni corsa è fuori da ogni criterio economico, fa aumentare il traffico e l’inquinamento”. Durante la manifestazione di oggi è stato bruciato un manichino del ministro Di Maio. La tensione tra taxisti e autisti Ncc è alle stelle: sul web circolano alcune minacce ai tassinari secondo le quali, a partire da gennaio, molte auto bianche verranno danneggiate e incendiate.

 

Svolta in Germania, nell’esercito tedesco potranno essere reclutati tutti i cittadini europei

 

In Germania, a breve potrebbe essere rimosso il requisito della nazionalità tedesca per entrare nell’esercito. Una mossa che aprirebbe le porte dell’arruolamento ai cittadini europei. La Bundeswehr, l’esercito tedesco, conta quest’anno su 182.000 unità, che dovrebbero salire a 203.000 entro il 2025. Per questo motivo e a fronte della scarsità di personale, secondo l’ispettore generale dell’esercito, la Germania deve guardare in tutte le direzioni per arruolare soldati, in particolare medici e specialisti IT. Si tratterebbe di una svolta naturale, a parere del socialdemocratico Hans-Peter Bartels, visto che nei ranghi della Bundeswehr sono già presenti molti soldati con background migratori o in possesso di doppia nazionalità. Questa iniziativa arriva solo una settimana dopo che il governo federale di Angela Merkel ha proposto una norma che faciliti l’accesso in Germania di lavoratori stranieri qualificati.

 

 

 

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