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Il Dopocena

Manovra, bagarre alla Camera. Il Governo chiede la fiducia

Giornata movimentata a Montecitorio, con accuse di parzialità rivolte al presidente della Camera Roberto Fico e richieste di intervento della Corte Costituzionale. Alla Camera dei Deputati è scoppiata una vera e propria bagarre, scaturita dalle proteste dell’opposizione per i tempi contingentati dell’esame parlamentare della Manovra. Lo stesso premier Giuseppe Conte durante il consueto appuntamento di fine anno con la stampa ha ammesso: “Mi rendo conto che non si è creata la situazione ideale al Senato, ma c’è la prospettiva di una contrazione forte dei tempi, siamo arrivati in zona Cesarini per il varo della manovra. Confidiamo che una situazione del genere non si presenti più. In ogni caso non c’è stata nessuna deliberata volontà del governo di comprimere i tempi”. Come ampiamente atteso il governo ha posto la questione di fiducia alla Camera sull’approvazione del testo. Il voto di fiducia inizierà domani 29 dicembre 2018 alle 18.30 con la prima chiama. L’esito del voto è atteso intorno alle ore 20.(Reuters, Milano Finanza)

Aste Btp fanno il pieno

Fanno il pieno le aste di oggi di Btp a 5 e 10 anni. Il Tesoro ha assegnato 2 miliardi di titoli di Stato con scadenza a ottobre 2023 con tasso all’1,79%, in calo dal 2,35% di novembre. Per questi Btp la richiesta era stata pari a 2,67 miliardi e il rapporto di copertura è stato dell’1,34%. Per quanto riguarda i titoli con scadenza decennale, sono stati assegnati 2,25 miliardi di quelli con termine a dicembre 2028, il cui tasso è del 2,70% contro il 3,24% di novembre. La richiesta è stata pari a 2,31 miliardi, il rapporto di copertura è stato dell’1,53%. Per la tranche con scadenza a febbraio 2028, invece, il tasso è del 2,50%. Nel corso della aste di oggi, inoltre, sono stati assegnati CCTeu a 7 anni, con scadenza settembre 2025, per un totale di 750 milioni di euro. (Adnkronos)

Flat tax: Aumenta la convenienza per le Partite IVA

Anche se la Flat tax è stata rimandata a data da destinarsi il governo ha comunque optato per un ampliamento del regime forfettario e di quello dei minimi. In particolare la manovra ha ridotto al 15% il prelievo forfettario per le partite con redditi inferiori a 65 mila euro e al 20% l’aliquota per cifre al di sopra di questa e fino a 100 mila euro. Gli ipotetici beneficiari del cambiamento dovrebbero essere 1,5 milioni, considerato le oltre 800mila Partite IVA che hanno ricavi da 25mila a 50mila euro nel nostro paese. Si vedono eliminati anche dei limiti attualmente in vigore, come quello di 5000 euro per per le spese per il personale, dei 30.000 euro per i redditi di lavoro dipendente o assimilati e i 20.000 per i beni strumentali. (Teleborsa)

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