Il Dopocena

Rallenta l’economia europea, l’Italia non fa eccezione

L’Istat nel bollettino mensile sull’andamento dell’economia a dicembre pubblicato oggi, evidenzia un forte rallentamento per l’economia europea e l’Italia non fa eccezione. La produzione industriale italiana a novembre 2018 è diminuita dell’1.6% rispetto al mese precedente. Male la Germania con un calo dell’1.9% poco meglio Francia e Spagna con diminuzioni rispettivamente dell’1.3% e 1.5%. Contiene la perdita la Gran Bretagna con un calo dello 0.4%.

Non si sono fatti tardare i primi commenti del governo italiano: il premier Giuseppe Conte, non stupito dai dati emersi, ha sottolineato l’importanza di intervenire con la manovra economica per favorire la crescita e lo sviluppo sociale mentre il ministro dello sviluppo economico Luigi di Maio, controcorrente rispetto alle previsioni dell’Istituto Nazionale di Statistica, vede nel futuro del Paese un nuovo boom economico.

I dati registrati dall’Istat hanno reso più concreto il timore di una nuova recessione: le conseguenze più immediate si sono riscontrate su Piazza Affari che risulta indebolita dello 0.06%. Anche le altre Borse Europee terminano la settimana tutte in calo: Francoforte arretra dello 0.31% e Parigi dello 0.51%. In calo anche Londra che flette dello 0.36%.

Donald Trump pronto a dichiarare l’emergenza nazionale

Da ormai 20 giorni Donald Trump si rifiuta di firmare la legge di bilancio se questa non conterrà i finanziamenti necessari per erigere il muro con il Messico. Si tratta di 5.7 miliardi di dollari che il presidente americano ritiene necessari per arginare, a suo dire, la criminalità clandestina.

Secondo fonti informate del Washington Post, la Casa Bianca sarebbe intenzionata a dichiarare l’emergenza nazionale, potendo così ricollocare risorse del governo senza chiedere l’approvazione del Congresso (come stabilisce il Nation Emergency Act). Le risorse in questione sarebbero riconducibili alla somma stanziata lo scorso anno (circa 13.9 miliardi), e non ancora spesa, per ricostruire le zone del Texas e di Porto Rico devastate dagli uragani.

Tennis: il ritiro di Andy Murray

Lo scozzese Andy Murray, già numero uno del tennis mondiale, in una conferenza stampa shock a Melbourne alla vigilia degli Australian Open, ha annunciato che a causa di un persistente dolore all’anca destra chiuderà la sua carriera. Nel suo palmarès Murray vanta 45 titoli vinti su 67 finali disputate, laureandosi tre volte campione di uno Slam (US Open 2012, Wimbledon 2013 e 2016).

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