Il Dopocena

VENEZUELA: Maduro apre alle legislative

Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro si è dimostrato disponibile ad indire presto nuove consultazioni legislative, quelle per l’elezione dell’Assemblea Nazionale, rifiutando però di svolgere le presidenziali, da cui uscì vincitore meno di un anno fa, all’interno di un clima molto teso e con sospetti brogli.
Al contrario di ciò che si aspettava, il governo non ha fatto arrestare l’autoproclamatosi presidente ad-interim Guaidó, ma la Corte Suprema, sotto il controllo del governo bolivarista, ha provveduto a congelare i suoi conti e a vietargli l’uscita dal paese.

MIGRANTI: raggiunta l’intesa su Sea Watch

Si è raggiunta l’intesa per la redistribuzione dei 47 migranti, tra cui alcuni minori, a bordo della nave Sea Watch, che si trovava in rada ad un miglio da Siracusa e che ha ospitato i naufraghi per 12 giorni. I migranti saranno redistribuiti tra Italia, Germania, Francia, Portogallo, Romania, Malta e Lussemburgo.

APPLE: primo calo da dieci anni

I ricavi di Apple sono calati nel trimestre ottobre-dicembre 2018, attestandosi a 84,3 miliardi di dollari, pari ad un -4,5%. Si riducono, seppur lievemente, anche i profitti. La crescita del settore dei servizi (come Apple Pay, Music e iCloud) non è stata in grado di compensare il crollo del 15% dei ricavi derivanti dalla vendita degli iPhone. Il titolo non ha subito particolari sofferenze, probabilmente perché i dati negativi erano già stati ampiamente annunciati a causa della debolezza del mercato cinese e dell’aumento della concorrenza nel settore degli smartphone. È la prima volta in dieci anni che Apple registra una battuta d’arresto sui conti. Da ottobre il titolo ha perso oltre il 33%.

BREXIT: si allontana l’ipotesi di un no-deal

Nella serata di martedì il Parlamento inglese ha votato alcuni emendamenti per dare un indirizzo alle future mosse della premier Theresa May e invitarla a raggiungere un nuovo accordo su Brexit, dopo che il primo era stato bocciato il 15 gennaio. Non è passato l’emendamento del laburista Cooper, che costituiva un parere vincolante per evitare a tutti i costi un no deal, ma è stato approvato quello della conservatrice Caroline Spelman, che impegna il Parlamento a riconsiderare il primo accordo stipulato tra May e UE nel caso in cui i secondi negoziati non andassero a buon fine. Il problema è che, a detta di molti leader europei, l’ipotesi di seconde consultazioni è piuttosto irrealistica e probabilmente May non otterrà neanche il diritto di trattare.

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