Il Dopocena

Maduro alle strette, ma i big dell’UE si dividono

Dopo la scadenza dell’ultimatum dato dagli USA a Maduro, condiviso dalla maggior parte degli alleati statunitensi, Francia, Germania, Gran Bretagna, Austria e Olanda hanno appoggiato fin da subito Jean Guaidò come Presidente ad interim del Venezuela. La Spagna si è esposta limitandosi a dire che l’Europa non ha un fronte comune e che per ora ogni decisione è stata presa unilateralmente da ogni singolo Stato membro, rifiutando inoltre ogni intervento militare come minacciato dagli USA. Il Governo italiano, invece, è rimasto neutrale, senza una linea comune: da un lato la Lega che critica “uno degli ultimi dittatori rimasti di sinistra”, cioè Nicholas Maduro, dall’altro il Movimento 5 Stelle che – per bocca di Di Battista –  contesta l’interventismo americano. Parole chiare invece dal Colle, con il Presidente della Repubblica Mattarella che chiede una linea comune al Governo e agli alleati europei, affermando che volontà popolare e democrazia devono essere rispettate.

Tutti gli aggiornamenti sul reddito di cittadinanza

Luigi di Maio e Giuseppe Conte nel pomeriggio di oggi hanno presentato ufficialmente il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, definito dal Presidente del Consiglio “una misura di equità” e “una conquista di civiltà”. Sarà possibile reperire tutte le informazioni necessarie nel sito dedicato, dai criteri per rientrare trai beneficiari agli incentivi per le imprese che assumono persone che percepiscono il sussidio. Il reddito di cittadinanza verrà erogato tramite una card stile bancomat nella quale potranno essere accreditati i soldi solo dopo la convalida dei requisiti da parte dell’INPS. A proposito di requisiti, i beneficiari dovranno avere un ISEE inferiore a 9 360 euro, un patrimonio immobiliare (esclusa la prima casa) non superiore a 30 000 euro e un patrimonio finanziario inferiore a 6 000 euro (fino a 20 000 per i nuclei familiari).

L’UE incalza l’Italia sulla TAV

La TAV è una delle questioni più delicate che il Governo nei prossimi mesi dovrà affrontare. La Lega si è sempre dimostrata favorevole alle grandi opere mentre il Movimento 5 Stelle ha fatto del “No TAV” una delle principali battaglie fin dalla sua nascita. Il problema politico interno però si aggrava di un fardello finanziario derivante dai fondi che l’UE ha già approvato e stanziato per l’opera, ovvero 813,8 milioni di euro. Un portavoce della Commissione ha incalzato il Governo a prendere una decisione quanto prima, affermando che esiste già uno studio di fattibilità redatto nel 2015. Replica immediata del Ministro delle Infrastrutture Toninelli che ha dichiarato necessaria la nuova analisi costi-benefici del progetto e che l’UE riceverà in breve tempo una risposta come da accordi.

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