Il Dopocena

Etiopia, schianto Boeing 737 Max

Un aereo dell’Ethiopian Airlines è precipitato 6 minuti dopo il decollo dalla capitale Etiope: morte le 157 persone a bordo. Il velivolo, consegnato 4 mesi fa, era il nuovo modello Boeing 737 Max. Lo scorso ottobre un aereo della compagnia indonesiana Lion Air era precipitato pochi minuti dopo il decollo causando la morte di 189 persone, stesso destino e stesso modello di velivolo. In questo caso è emerso che il pilota aveva tentato più volte di correggere manualmente la traiettoria dell’antistallo, il sistema computerizzato di bordo di questo nuovo modello di Boeing 737, che dirigeva l’aereo verso il basso.
Le autorità etiopi hanno ordinato di sospendere l’uso del Boeing 737 Max, imitate da quelle cinesi e indonesiane.
A seguito dell’incidente il titolo della multinazionale americana Boeing oggi ha registrato un calo di oltre l’8% nelle contrattazioni pre-market di New York.

La TAV e gli “avis de marchés”

Un escamotage giuridico permette all’Italia di temporeggiare e guadagnare altri 6 mesi prima della decisione finale. Con la clausola di dissolvenza del diritto francese le gare d’appalto si fanno ugualmente, ma possono essere bloccate se vengono meno le volontà politiche di procedere.
Oggi vengono pubblicati gli “avis de marchés” per i lotti francesi: gli inviti per la presentazione delle candidature delle aziende interessate ai lavori. Così viene rispettato il termine del 31 marzo per avere il finanziamento europeo.

Venezuela, il più grande blackout della storia

L’autoproclamato Presidente Guaidó chiede al Parlamento lo stato di emergenza nazionale. Da giovedì in 16 paesi del Venezuela non c’è corrente. L’assenza di elettricità finora è costata 400 milioni di dollari al settore privato. Il paese è bloccato senza trasporti e provviste, ma le conseguenze più drammatiche si vivono negli ospedali dove i macchinari sono fuori uso e si registrano le prime morti. Maduro sostiene si tratti di un attacco terroristico ordito da Washington per scatenare lo scontro e invita a mantenere la calma.

Novità Paradisi fiscali

Domani i ministri delle Finanze dell’area euro rivedranno ufficialmente la lista dei Paradisi fiscali. Stando ai documenti preparatori si aggiungeranno Bermuda, Barbados e Oman. Italia ed Estonia sono contrarie all’inserimento degli Emirati arabi, a cui si vuole lasciare del tempo per adeguarsi alla governance fiscale europea.

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