Il Dopocena

Governo, via libera al memorandum con Cina

Al termine di un summit a Palazzo Chigi nella mattinata di oggi, il Premier Conte ha confermato che l’accordo con la Cina nell’ambito del progetto infrastrutturale ‘Via della Seta’ sarà firmato. L’Italia sarebbe il primo paese membro del G7 a partecipare a tale progetto. Lo stesso Primo Ministro e Di Maio hanno ribadito come si tratti di  un accordo quadro non vincolante che, tuttavia, rappresenta una considerevole opportunità per ‘riequilibrare’  la bilancia commerciale con la potenza Asiatica. Più cauta la posizione del Carroccio secondo cui è necessario porre maggior attenzione verso la tutela dell’interesse nazionale in diversi settori strategici. Allarme lanciato da Forza Italia, Berlusconi ed il Presidente del Parlamento Europeo Tajani invocano prudenza verso l’espansione cinese nel vecchio continente in ottica di perdita di sovranità nazionale a favore di una potenza con un modello economico-culturale agli antipodi rispetto a quello Italiano.

Nuova  Zelanda, sparatoria contro due moschee

Giornata di terrore a Christchurch, nella parte orientale della Nuova Zelanda. Un uomo bianco Australiano di 28 anni ha aperto il fuoco contro due luoghi di culto islamici mentre centinaia di fedeli erano raccolti in preghiera, togliendo la vita ad almeno 49 persone e ferendone una cinquantina. E’ lo stesso killer a rivendicare pubblicamente l’esecuzione dell’attacco terroristico a sfondo razziale precisando la non affiliazione ad alcun gruppo organizzato. L’assalitore si sarebbe dato alla fuga prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. La Premier Neozelandese parla di violenze pianificate da parte di persone con idee estremiste ed in contrasto con i valori di cui la nazione si fa promotrice.

Nuova multa da Bruxelles per Google

La Commissaria alla concorrenza e papabile aspirante al posto di futuro Presidente della Commissione Europea, Margrethe Vestager, é pronta ad annunciare l’imposizione di una nuova sanzione contro Google in seguito ad un’investigazione circa la funzione AdSense del colosso dell’informatica Americano. La causa scatenante della multa, che dovrebbe aggirarsi attorno ai 4-5 miliardi di dollari, sarebbe il danneggiamento della concorrenza in materia di advertisement online. Tale sanzione pecuniaria sarà verosimilmente formalizzata nel corso della prossima settimana e rappresenta solo l’ultimo capitolo della faida tra la Commissione Europea e l’azienda amministrata dal 2015 da Sundar Pichai. Nel 2017 infatti Google era giá stata multata per 2.7 miliardi di dollari e successivamente nel Luglio 2018 l’abuso di posizione dominante della sua piattaforma Android aveva indotto Bruxelles ad emettere una sanzione record di 5 miliardi.

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