Il Dopocena

 

L’economia italiana rallenta e lo spread sale

L’economia italiana rallenta e riparte la tensione sul Btp a due anni con lo spread che chiude oggi a 290 punti. Nel secondo trimestre dell’anno l’economia italiana è cresciuta dello 0,2%, confermando il rallentamento segnato con la prima stima, ha reso noto l’Istat in base alle stime definitive sui conti economici del periodo aprile-giugno. Nel primo trimestre il Pil aveva registrato un rialzo dello 0,3%.  A dieci anni dall’inizio della crisi economica il Pil italiano ha perso il 5,3%. Il confronto è con il primo trimestre 2018, quando si toccò il massimo storico. Nonostante il rallentamento rispetto ai primi tre mesi dell’anno, la fase di espansione dell’economia italiana prosegue da 16 trimestri consecutivi. “Non siamo soddisfatti di come sta andando l’economia – dice il sottosegretario Giorgetti -, abbiamo ambizione di portare l’Italia a un tasso di sviluppo sopra il 2-3%, giusto sforare il 3% per il bene del Paese”. E’ atteso per oggi il giudizio di Fitch sul rating italiano. (Fonte Ansa)

Trump: Dazi e ritiro dal Wto

Nella serata di ieri è emersa l’indiscrezione della Bloombergsecondo la quale la Casa Bianca sarebbe pronta a far scattare dazi su altri 200 miliardi di import dalla Cina, che potrebbero arrivare dalla prossima settimana. Fino ad oggi sono entrate in vigore tariffe su 50 miliardi di beni, alle quali ha risposto Pechino con misure di pari entità. Trump, intervistato da Bloomberg, dice di star pensando a far ritirare gli Usa dall’Organizzazione mondiale del commercio (il Wto), uno scenario che rappresenterebbe un colpo al sistema commerciale multilaterale che la nazione contribuì a creare dopo la seconda guerra mondiale.

Robot, il made in Italy cresce

La robotica italiana nel 2017 si avvicina alle 8000 unità, presentando un tasso di crescita del 19%, più alto del Giappone, il doppio rispetto alla Germania, il triplo in rapporto agli Stati Uniti. I dati preliminari della federazione robotica internazionale (Ifr) evidenziano uno scatto deciso per l’automazione industriale nel 2017, con il nostro paese a giocare un ruolo di primo piano. Il fermento è visibile soprattutto in Asia, con la Cina in progresso del 58%: oltre un terzo delle nuove installazioni mondiali è “spiegato” da Pechino. Le previsioni di Ifr sono state riviste al rialzo rispetto alle stime precedenti e il totale annuo (387mila nuovi robot), nuovo record, evidenzia un quasi raddoppio del tasso di crescita (ora al 31%) rispetto alle indicazioni dell’ultimo rapporto annuale. Di fatto, siamo già oltre i valori assoluti stimati per il 2018, per un giro d’affari complessivo che nel mondo è valutato in 50 miliardi di dollari. Indicazioni riviste al rialzo anche per l’Italia, accreditata in precedenza di 7100 nuove installazioni, che ora dovrebbe essere arrivata attorno alle 7700 unità, un balzo deciso rispetto alle 6465 dell’anno precedente. (Fonte ilSole24Ore)

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