Il Dopocena

Il Senato approva la Class Action

Il Senato, con 206 “sì” ha approvato in via definitiva il decreto di legge sulla Class Action, l’azione legale che permette ai gruppi di consumatori di ottenere giustizia nei confronti di imprese e produttori, in tempi rapidi e con procedura semplificata.

Il provvedimento è composto da sette articoli: la disciplina delle cause collettive passa dal Codice del consumo al Codice di procedura civile. La competenza per questo tipo di controversia passa poi dal tribunale alla sezione specializzata in materia di impresa dei tribunali e delle Corti di Appello. Il provvedimento allarga la possibilità di fare ricorso a cause collettive, con la previsione di un’azione inibitoria collettiva verso gli autori di condotte ritenute lesive. La class action dovrebbe svolgersi in tre fasi: la prima riguarda l’ammissibilità dell’azione, la seconda la decisione sul merito della vicenda giudiziaria e l’ultima per la liquidazione delle somme dovute. È stato altresì approvato il principio della irretroattività, previsto inizialmente nella proposta di legge per cui la class action possa essere chiesta anche contro eventi accaduti prima dell’entrata in vigore della legge.

Revocata l’immunità a Juan Guaidò

L’Assemblea nazionale costituente del Venezuela, su proposta del Tribunale supremo di giustizia, ha approvato ieri sera un decreto con cui si autorizzano l’incriminazione e la revoca dell’immunità di Juan Guaidó, capo del Parlamento oppositore autoproclamatosi presidente ad interim del Paese. L’accusa è quella di aver trasgredito il divieto di lasciare il Paese.

Nel resoconto del dibattito che ha autorizzato la misura, il presidente della Assemblea nazionale costituente, Diosdado Cabello, ha sostenuto che “è formalmente autorizzata la prosecuzione del processo nei confronti del cittadino Juan Guaidó, in modo che la giustizia, d’accordo con la Costituzione e le leggi, possa incaricarsi di applicare i meccanismi previsti nei diversi codici di procedura penale”.

Lori Lightfoot: primo sindaco di Chicago afroamericano e omosessuale

Chicago ha eletto il suo primo donna sindaco afroamericana e apertamente gay, si tratta di Lori Lightfoot avvocato ed ex procuratore federale che si appresta a prendere il posto dell’uscente sindaco Rahm Emanuel. Molte le sfide che si pongono davanti al neo-sindaco, la città è di fatti schiacciata da un debito pensionistico di 28 miliardi di dollari, la popolazione è in calo e il tasso di omicidi supera quello di New York e Los Angeles.

Lightfoot si presenta come un volto nuovo desiderosa di portare il cambiamento nella sua città ponendosi contro la corruzione e intenzionata a dare una scossa alla politica locale che per anni ha ignorato le fasce meno abbienti della popolazione.

Commenti

Commenti

Etichettato , , ,