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Il Dopocena

BREXIT Poche idee e confuse

Ieri la Camera dei Comuni ha approvato un documento che impone al Primo Ministro Theresa May di ottenere un’estensione dell’articolo 50 per evitare il No Deal. Le contrattazioni tra la May e Jeremy Corbyn, leader dell’opposizione, sono state ben accolte dal Partito Nazionale Scozzese e dai Laburisti. I due, però, non potranno modificare l’accordo legalmente vincolante siglato tra May e UE, ma potranno cercare di ottenere qualche concessione sulla dichiarazione politica che accompagnerà l’accordo stesso. Sembra ormai scontata l’ipotesi di un rinvio lungo di Brexit. Entro il 12 aprile, May dovrebbe far approvare l’intesa che il Parlamento ha già bocciato tre volte. Se ciò non avverrà, probabilmente si procederà ad un rinvio di alcuni mesi e dunque le elezioni europee si svolgeranno anche nel Regno Unito.

GERMANIA Crollano ancora gli ordinativi industriali

Gli ordini industriali tedeschi hanno subito un pesante calo del 4,2% a febbraio. Un risultato così negativo è inaspettato e si colloca ben al di sotto della media attesa per l’Europa (+0,3%). Molti istituti di ricerca tedeschi hanno più che dimezzato le stime sulla crescita annua del paese dall’1,9% allo 0,8%. Il dato è preoccupante anche per l’Italia: le nostre aziende esportano molti prodotti semilavorati in Germania ed un calo del nostro primo partner per le esportazioni dovrebbe avere ricadute anche sulla nostra produzione. Gli analisti attribuiscono il crollo all’incertezza sul piano commerciale e alla Brexit, ma non temono una “recessione pronunciata”, a meno che le tensioni internazionali non si acuiscano.

TESLA Deluse le aspettative

Negli ultimi tre mesi Tesla ha venduto 63000 esemplari, con una flessione del 31% rispetto allo scorso trimestre. Il titolo ha perso quasi il 9% in borsa, e registra un calo del 30% rispetto ai massimi dell’anno scorso. Gli analisti si aspettavano tra le 73 e le 76000 vetture consegnate, ma il dato ha deluso le attese, anche se alcuni temevano uno scenario ben più apocalittico. I problemi degli ultimi mesi dell’azienda americana vanno dall’incapacità della governance di dare una linea precisa e di medio lungo periodo all’azienda, ai problemi che il CEO e fondatore Elon Musk ha recentemente avuto con la SEC, l’autorità per la vigilanza della borsa americana. Nelle ultime settimane, ad esempio, Tesla ha annunciato la chiusura di tutti i suoi store fisici per concentrarsi sule vendite online, senza però chiarire come e quando ciò avverrà. Il trimestre si è comunque chiuso con maggiore domanda da Europa e Cina, facendo sperare in un recupero nei prossimi tre mesi.

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