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Il Dopocena

La manovra economica italiana desta ancora sospetti, toni più pacati dal Governo

“Per il bene del Paese vogliamo giungere a una soluzione ottimale. Lo faremo senza rinunciare alle nostre priorità” è quanto afferma il Ministro Tria nel corso di un intervento al Senato. All’indomani della bocciatura della manovra da parte della Commissione europea – che apre le porte a una procedura sanzionatoria per deficit eccessivo – secondo quanto riportato da ANSA, il Ministro ribatte: “(la manovra) è moderatamente espansiva. Dopo la crisi del 2008 siamo ancora lontani da Pil e dalla disoccupazione di 10 anni fa: è aumentata in modo insopportabile l’area di povertà e disagio sociale e non è stato raggiunto l’obiettivo di riduzione del debito né il pareggio bilancio, non abbiamo avuto la stabilizzazione economica, sociale e della finanza pubblica”. Tria ha poi dettoche sta “dialogando in modo virtuoso con la Commissione europea per trovare miglioramenti condivisi, miglioramenti che il Parlamento può portare nella sua sovranità”. E ha aggiunto: solo con un “consolidamento del clima di fiducia che potremo invertire i timori dei mercati affinché gli effetti attesi dalla manovra si possano realizzare. Dobbiamo tenere conto dei timori dei mercati e dei nostri partner europei”. (fonte: MilanoFinanza, ANSA)

 

Brexit: stime shock secondo gli analisti inglesi

L’analisi, compiuta da diverse agenzie governative incluso il Tesoro inglese, afferma che il PIL sarà più basso del -0,6% nel 2035/2036 nel caso in cui venisse applicato il piano di Brexit definito “Chequers” — già messo da parte dopo la rivolta della destra conservatrice — e del -7,7% nel caso di “no Deal”. Nello scenario peggiore ipotizzato dal modello — “no Deal” e nessuna immigrazione netta proveniente nel Regno Unito dai Paesi della UE e dell’Area Economica Europea post Brexit — il crollo potrebbe arrivare fino al -10,7% in 15 anni. Secondo il Cancelliere, l’accordo sottoscritto dalla May è quello maggiormente in grado di minimizzare i costi dell’uscita dall’Unione Europea, rispetto anche alla versione che sarebbe stata preferita dal primo ministro ma che sarebbe risultata “più costosa”. Arriva la risposta dal mondo politico: Philip Hammond, cancelliere dello Scacchiere econservatore  alleato della May, ha dichiarato che l’uscita dalla Ue comporterà in ogni caso un peggioramento degli standard di vita dei britannici. John McDonnell, numero due dei laburisti, afferma che un secondo referendum potrebbe essere inevitabile nel caso in cui non si riesca a raggiungere l’obiettivo di un nuove elezioni politche: questo significherebbe che l’opposizione non gode di un ottimo stato di salute. (fonte: GPN Media Center, Sole24Ore)

 

 

Allarme debito e spread italiano: il FMI si fa sentire

“Anche se molte economie avanzate stanno prevedendo un risanamento di bilancio, in alcuni casi sono necessari sforzi più ambiziosi. Questo è fondamentale per l’Italia” ha affermato Christine Lagarde, chairwoman del Fondo Monetario Internazionale. Ha poi continuato: ”Gli spread sono aumentati in alcuni paesi, inclusa l’Italia, dove i timori per il debito pubblico e slittamenti nelle politiche potrebbero innescare ulteriori reazioni negative del mercato […] Le condizioni finanziarie nelle economie avanzate sono ancora accomodanti, ma potrebbero peggiorare all’improvviso. Questo potrebbe aumentare la pressione sui mercati emergenti e sulle economie altamente indebitate (ad esempio l’Italia)”. La crescita – continua il FMI- ”è rallentata piu’ del previsto nell’area euro, soprattutto in Italia e Germania”. Secondo un rapporto l’istituto internazionale gli attuali livelli di crescita dei paesi G20 risulterebbo insostenibili: un momento critico caratterizzato da “nubi scure all’orizzonte”, a detta di Christine Lagarde.

 

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