Il Dopocena

INCIDENTE A BOLOGNA, SI CONTANO I DANNI DEL DISASTRO

Sono 145 i feriti portati dopo lo scoppio di ieri negli ospedali di Bologna e dintorni. Ben 83 sono già stati dimessi e nessuno, ribadisce l’AUSL, è in pericolo di vita.

“Serviranno fra i tre e i cinque mesi per il ripristino del tratto di autostrada crollato ieri in seguito all’esplosione avvenuta nel tratto urbano della A14 a bologna, in zona Borgo Panigale”. A spiegarlo, al termine di una riunione oggi in prefettura sono sia il sindaco Virginio Merola che il sottosegretario 5S ai trasporti, Michele Dell’Orco: “Autostrade deve trovare le 12 travi opportune per il ripristino totale della parte di ponte saltato – spiega il sottosegretario – se si trovano, può essere che già a ottobre potenzialmente ci possa essere il ripristino. Altrimenti c’è il rischio che ci vogliano anche cinque mesi”.

L’appello del Sindaco di Bologna: “Per tutti quelli che si occupano di queste fabbricazioni, Autostrade sta cercando anche all’estero queste 12 travi, essendo un periodo di chiusura delle ditte. Se si trovano in fretta, guadagniamo due mesi e quindi si parla di tre mesi per il ripristino. Altrimenti ce ne vogliono cinque, pur con la procedura d’urgenza”.

DECRETO DIGNITÀ È LEGGE

Si è completata al Senato la conversione in legge del c.d. Decreto Dignità con 155 sì, 125 no e 1 astenuto. I quattro temi cardine trattati dal decreto sono lavoro, fisco, sport e giochi.

Il commento di Luigi Di Maio, Vicepresidente del Consiglio, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e dello Sviluppo Economico: “È stato approvato dopo decine di anni il primo decreto non scritto da potentati economici e lobby. E’ il primo decreto dopo tanti anni che mette al centro il cittadino, mette al centro gli imprenditori e i giovani precari. Finalmente i cittadini segnano un punto. Cittadini ‘uno’, sistema ‘zero’ “. All’attacco le opposizioni, che definisco il decreto una minaccia per il lavoro e per lo sviluppo economico del Paese.

TRUMP RILANCIA SANZIONI ALL’IRAN

Stamane, il Presidente degli Stati Uniti ha annunciato con un tweet il ritorno alle sanzioni: “Le sanzioni iraniane sono state lanciate ufficialmente. Queste sono le sanzioni più pungenti che siano mai state imposte e in novembre aumenteranno ancora ad un ulteriore livello. Chiunque faccia affari con l’Iran non farà affari con gli Stati Uniti. Io chiedo la pace nel Mondo, niente di meno!”

Intanto il Regno Unito di Teresa May si è già smarcato, ritenendo valido l’accordo con l’Iran sul nucleare siglato appena tre anni fa.

Un grande gesto divisivo da parte del Presidente Trump, che ancora una volta pone gli USA al centro di una politica estera contingente e del tutto solitaria.

 

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