Informatica quantistica, l’inizio di una nuova rivoluzione?

La nuova frontiera dell’informatica

L’informatica quantistica deve la sua denominazione alla teoria che ne descrive la logica alla base, la teoria dei quanti. Sviluppare e progettare computer basandosi su di essa permetterebbe di ottenere un’enorme potenza di calcolo, rendendo possibile fare previsioni ed analisi ad una precisione che poco tempo fa sarebbe stata detta fantascientifica. La principale novità, in termini strutturali, riguarda la rivisitazione del concetto di Bit.

 Il comune Bit, in informatica, è una partizione della memoria che può assumere solamente due valori, 0 ed 1. Nel sistema tradizionale, dunque, i dati ad input vengono processati mediante una sequenza binaria e grazie ad un algoritmo trasformati in output.

Il Qubit è invece uno spazio di memoria che può assumere differenti sequenze di valori 0 o 1, non è dunque possibile pensare che il Qubit assuma un valore numerico puro. In altri termini, in un computer quantistico i dati vengono processati in un volume nel quale vi sono differenti combinazioni numeriche possibili. Il Qubit è dunque un oggetto matematico che gode di determinate proprietà, il cui principale punto di forza consiste nel rendere possibile la risoluzione di problemi senza i tradizionali limiti imposti dall’informatica classica, con una versatilità prima inimmaginabile. Il Qubit, a differenza del Bit, tiene conto anche del fatttore probabilistico, utilizzando i principi della meccanica quantistica.

 

 

Fra realtà e fantascienza

 La sorprendente verità è che esistono già dei computer quantistici in fase di testing. Il primo apparecchio informatico basato su architettura quantistica è noto con il nome di D-Wave, appartiene a Google ed è ospitato allo Ames Research Center, un centro di ricerca della Nasa. Google ha acquistato D-Wave nel 2013, e la sua versione aggiornata, D-Wave 2X, un anno fa. Sulla piattaforma Google Research Blog si afferma che questo computer è in grado di risolvere un problema matematico  complesso “100 milioni di volte più velocemente rispetto a quanto farebbe un computer tradizionale”. Per la misurazione della velocità di calcolo del computer ci si è serviti del simulated annealing, ovvero della simulazione numerica di una vasta superficie e caratterizzata da una grande volatilità, il computer deve cercare il punto minimo della superficie nel minor tempo possibile. Grazie a tale simulazione Google ha dichiarato che il suo gioiellino è riuscito a eseguire calcoli del quantum annealing, appunto, 100 milioni di volte più veloce rispetto a un computer tradizionale. Recentemente il colosso IBM ha dichiarato di essere ad un passo dal lancio di un progetto su larga scala volto a realizzare i primi computer quantistici disponibili sul mercato.

 

 

 

Possibili applicazioni in Finanza

Le possibili applicazioni in ambito finanziario di questa nuova tecnologia sono davvero sorprendenti. Se i computer quantistici venissero impiegati su larga scala, l’efficienza dei mercati aumenterebbe in maniera vertiginosa poiché le informazioni si rifletterebbero ancora più velocemente nei valori degli assets. Le transazioni raggiungerebbero una reattività istantanea causando una riduzione di costi considerevole, si può dunque immaginare che qualsiasi tipo di operazione bancaria o assicurativa avverrebbe con una velocità di trasmissione elevatissima ed in totale sicurezza. Un altro interessante impiego dell’informatica quantitistica sarebbe nell’ambito della gestione dei dati, infatti, un singolo computer potrebbe gestire in modo quasi autonomo i flussi di informazioni, scongiurando gli errori umani. Ci sarebbero applicazioni altrettanto interessanti anche per il trading, si verrebbero a definire nuovi strumenti di intelligenza artificiale a supporto dell’attività. Le conseguenze dell’avvento dei computer quantistici sarebbero notevoli anche per la tecnologia blockchain. Il computer disporrebbe  delle risorse necessarie per la creazione e la gestione di un sistema valutario virtuale globale, non sarebbe utopico pensare ad un’unica valuta virtuale riconosciuta ed integrata in tutto il mondo per l’effettuazione delle transazioni .

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