La fine di Lancia?

Lancia oggi

Nei primi 8 mesi del 2018 le auto vendute a marchio Lancia sono state 31.895, facendo registrare anche per quest’anno una tendenza in calo. Il trend negativo si era infatti verificato anche nel 2017, con un calo del 6% rispetto al 2016. Seppure in calo, la Ypsilon – l’ultimo prodotto Lancia rimasto sul mercato – è la terza auto più venduta del gruppo FCA e la quarta più “apprezzata” dai ladri, con 3428 unità rubate in Italia nel 2017 secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno.

Il problema è che le macchine a marchio Lancia sono presenti e disponibili quasi solo in Italia. Si tratta di una realtà limitata di fatto al Paese di origine, come già nel 2014 Sergio Marchionne aveva denunciato:

“C’è una realtà commerciale che dice che il marchio Lancia al di fuori della rete italiana ha pochissimo valore. Abbiamo provato per dieci anni a cercare di piazzare la Lancia specialmente nei mercati mediterranei. Ma la Lancia è stata per dieci anni in perdita come è stata in perdita l’Alfa Romeo. Così abbiamo dovuto fare una dura scelta. Come nel film ‘La scelta di Sophie’ in cui solo una delle due bambine sopravvive. L’azienda non ha storia in America, non ha storia internazionale e sfortunatamente verrà ridotta a distribuzione solamente italiana”.

Al di fuori della penisola – ultima l’esclusione a Maggio 2017 dal listino in Germania – Lancia è solo un ricordo. Come ribadito dello stesso ex AD di FCA lo scorso giugno, il piano industriale 2018-2022 punterà sempre meno sulle auto di massa. Il gruppo si concetrerà molto più sulle macchine di alta gamma, facendo quindi affari sui margini. Il gruppo Fiat-Chrysler in questo programma hanno escluso lo storico marchio torinese.

 

Le cause del declino

Nonostante le oltre 600mila immatricolazioni, tra 1989 e 1990, dei modelli Y10, Delta, Dedra e Thema, furono proprio gli anni Novanta a mettere in crisi l’immagine e le ambizioni di Lancia.  Con l’uscita dalle competzioni automobilistiche, il carattere aggressivo e sportivo di Lancia, che tanto aveva attratto il pubblico, venne meno. I nuovi modelli K, Lybra e Phedra non risollevarono la situazione, anzi ne acuirono le difficoltà. Se la fusione tra FIAT e Chrysler avrebbe potuto favorire l’espansione commerciale e la rete di vendita anche di Lancia, fu il mercato ben presto a scongiurare questa ipotesi. La nuova Thema, Flavia e Voyager raggiunsero infatti bassi volumi ed ebbero poco effetto sui consumatori. In controtendenza si pone il modello Ypsilon, che però rimane appetibile solo in Italia.

 

Un passato glorioso

L’Avvocato Agnelli e la signora Marella a bordo di una Lancia Delta HF

 

Lancia venne fondata a Torino il 27 Novembre 1906 da Vincenzo Lancia e Claudio Fogolin, i quali versarono nella nuova società un capitale di 100mila lire. Gli inizi fuorono rivolti soprattutto all’ambito dell’automobilismo sportivo, dal momento che lo stesso Vincenzo Lancia era un pilota professionista. Con lo scoppio e la fine della Grande Guerra, la produzione – che crebbe anche per dimensioni, passando dai 27mila a 60mila metri quadri di stabilimento, subì un’accelerazione e venne orientata al mercato di massa. In questa fase, al contrario di oggi, il marchio italiano era molto apprrezzato all’estero.

Il 15 Febbraio 1937 Vincenzo Lancia morì per un infarto. Dopo la Seconda Guerra Mondiale ed una serie di avvicendamenti al vertice, nel 1947 gli succedette il figlio Gianni.

Nei primi anni ’50 l’azienda fu protagonista. Lo sarà nel cinema, con il modello di Aurelia B24 convertibile, che per tutti gli italiani divenne l’auto de “Il Sorpasso” di Dino Risi. Lo sarà nelle piste da corsa, con la vittoria del Rally di Montecarlo e della Mille Miglia di Le Mans. I successi furono però il preludio di un periodo buio. Nel 1955 morì il pilota di punta, Alberto Ascari, così la società decise di ritirarsi dalle competizioni. A ciò va aggiunta una situazione finanziaria difficile, che portò nel 1958 alla cessione della società all’imprenditore Carlo Presenti.

Oltre ad entrare nel comparto dei veicoli industriali, che determinò la produzione di camion, autobus e filobus, alcuni modelli che ebbero un discreto seguito commerciale furono quelli delle tre “F”: Flavia, Fulvia e Flaminia. Quest’ultima, in molte occasioni – e spesso tuttora – è utilizzata come auto del Presidente della Repubblica.

Il Presidente Mattarella a bordo di una Flaminia 335

 

Nel 1969 FIAT, avendo le spalle più larghe e la possibilità di fare investimenti e nuovi piano di sviluppi, rilevò Lancia da Presenti.  I più importanti successi commerciali di Lancia targata FIAT sono Delta, Auto dell’Anno nel 1980, Thema e Y10.

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