La Teoria dell’Utilizzazione Progressiva di P.R. Sarkar

PROUT è l’abbreviazione di PROgressive Utilization Theory, Teoria dell’Utilizzazione Progressiva. Questo modello economico è stato teorizzato nel 1956 dal filosofo indiano P.R. Sarkar. Il PROUT ha come obbiettivo l’eliminazione dell’ingiustizia sociale, pur rimanendo in un sistema di libero mercato. Per realizzarlo, viene proposta la costruzione di una sorta di democrazia economica nella quale tutti hanno, come collettività, controllo dei mezzi di produzione. La popolazione dovrebbe essere divisa in unità socioeconomiche indipendenti. Ogni unità deve produrre il massimo possibile, occupando di conseguenza tutti i suoi membri. Così, sarà necessario acquistare dall’esterno solo i beni che, per qualunque motivo, l’unità socioeconomica non può produrre da sé.

Nel 1959, Sarkar, al convegno “Fratellanza cosmica”, espose i cinque principi su cui ha fondato il suo modello.

1. «A nessun individuo dovrebbe essere concesso di accumulare ricchezza, senza il permesso della società»

Questo partendo dal presupposto che nel momento in cui, arricchendosi, qualcuno genera disapprovazione allora lo sta facendo a danno della collettività, egoisticamente.

2. «Ci dovrebbe essere la massima utilizzazione e la distribuzione razionale di tutte le potenzialità grezze, sottili e causali»

Ovvero si deve cercare di trarre il maggior utile possibile dalle risorse materiali a disposizione. Anche in funzione di questo fine, è necessario, oltre che desiderabile, distribuire in modo giusto la ricchezza prodotta.

3. «Ci dovrebbe essere la massima utilizzazione delle potenzialità fisiche, mentali e spirituali degli esseri individuali e collettivi»

Partendo dal presupposto di Sarkar, secondo cui il bene del singolo sta nella comunità ed il bene della comunità sta nel singolo. Quindi, da una parte si deve ottimizzare il funzionamento della società, tramite lo sviluppo di un forte spirito collettivo; dall’altra è necessario un sistema di istruzione che spinga ogni individuo ad esprimere appieno le sue potenzialità particolari.

4. «Ci dovrebbe essere un adattamento ben bilanciato tra l’utilizzazione delle potenzialità grezze, sottili e causali»

Ovvero, si deve essere in grado di cogliere, in ogni oggetto ed in ogni persona, la vera potenzialità, usandola di conseguenza. Inoltre, negli individui soprattutto, si deve riconoscere che alcune potenzialità possono essere più utili di altre. Allora è giusto che alcuni individui siano più retribuiti di altri, anche se non in maniera eccessiva. Per Sarkar, le potenzialità si dividono in spirituali, intellettuali e fisiche; quelle spirituali ed intellettuali, proprie solo di alcune persone e mai degli oggetti, come quelle fisiche, sono quelle che portano maggiore beneficio alla collettività, in particolare quelle spirituali.

5. «Le utilizzazioni variano in accordo a spazio, tempo e forma. Le utilizzazioni dovrebbero essere di natura progressiva»

In parole semplici, la collettività, per impostare il suo lavoro, deve tenere conto del contesto in cui si trova e degli eventuali futuri cambiamenti. Inoltre, il lavoro deve essere di natura progressiva, ovvero è sempre necessario tenere conto delle conseguenze che una certa impostazione avrà a lungo andare.

L’economia proposta da Sarkar è di carattere quadridimensionale, ovvero prende in esame quattro livelli. Infatti, si divide in economia popolare, psicoeconomia, economia commerciale ed economia generale.

L’economia popolare ha la funzione di permettere che vengano garantite le necessità di ognuno. Nell’economia popolare sono inclusi i meccanismi delle unità indipendenti, il criterio con cui stabilire il reddito minimo ed il reddito massimo, la regolazione della produzione a seconda della domanda. La psicoeconomia serve a studiare i meccanismi psicologici che entrano in gioco nel mercato. Lo scopo della psicoeconomia deve essere quello di evitare che si sviluppino atteggiamenti malsani, come il consumismo.

L’economia commerciale interessa gli scambi fra unità socioeconomiche. È necessaria per gestire i beni e la ricchezza in eccesso. L’economia generale interessa le banche e la circolazione di denaro. Il suo scopo è principalmente quello di evitare casi di inflazione e, inoltre, di far sì che il valore delle azioni di un’azienda sia sempre legato all’effettiva ricchezza e produttività. Questo per evitare bolle speculative che porterebbero ad una crisi, con il conseguente collasso del sistema. Economia commerciale ed economia generale sono subordinate a economia popolare e psicoeconomia.

Le aziende vengono divise in tre categorie: le industrie chiave, le cooperative e le piccole aziende. Le industrie chiave si occupano della produzione dei beni primari. Vista la loro fondamentale importanza, sono controllate direttamente dal governo, che nel PROUT può essere locale o federale. Le cooperative sono la maggior parte delle aziende, sono proprietà collettiva di tutti i lavoratori, operai ed amministratori. Le piccole aziende, invece, come ristoranti, negozi e piccole fattorie, sono poste sotto la gestione di privati. Tutto il sistema di Sarkar, come lui stesso affermava, è possibile solo se affiancato da una tecnologia avanzata, l’unico mezzo con il quale si può ridurre al minimo l’accidentalità. Difatti il sistema delle unità indipendenti collasserebbe nel momento in cui, per una carestia ad esempio, non si riuscisse a produrre abbastanza. Senza di essa un sistema come il PROUT sarebbe del tutto instabile.

Di Cosimo Volpe

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