Marisa Bellisario, la più grande dirigente d’azienda italiana

Definita “la signora con i baffi” per le sue capacità di leadership, “the legs” dagli americani per le sue bellissime gambe, “dura ma corretta” dalla stampa internazionale, Marisa Bellisario è stata apprezzata dagli amministratori delegati delle più importanti società internazionali, dai colletti bianchi e dai sindacati. Il Presidente della Repubblica Italiana, Francesco Cossiga, ha dichiarato il suo apprezzamento per l’impegno della Bellisario quale simbolo della parità di genere. Una donna fiera della propria femminilità e che si fece strada nel grigio ambiente dirigenziale italiano, in settori neonati e maschilisti quali l’informatica e le telecomunicazioni.

 

 

La vita e la carriera

Marisa Bellisario, originaria della cittadina piemontese di Ceva, si è laureata in economia e commercio presso l’Università degli Studi di Torino nel 1959. Nello stesso anno, a fine autunno, entrò prima nel ruolo di “programmatrice” presso la Olivettti, che stava lavorando per sviluppare i primi computer,  e, più avanti, si occuperà di applicazioni commerciali.

 

Con la cessione della divisione elettronica da parte della Olivetti alla General Elettric, la manager si trasferì negli Stati Uniti dove, durante le riunioni, essendo spesso l’unica donna in sala, era diventata consuetudine iniziare con un “Marisa and gentleman”. Apprezzata anche oltre oltreoceano, la Bellisario tornò nel 1971 in Italia presso la Olivetti in qualità di responsabile della pianificazione operativa. Nel 1979, il Presidente Carlo De Benedetti le affidò la presidenza della Olivetti Corporation of America (OCA), associata statunitense dell’Olivetti, da tempo in perdita. La Bellisario riuscirà a sanare i bilanci nello stesso anno.

 

La Italtel

Nel 1981 tornò in Italia in qualità di Amministratore Delegato dell’azienda pubblica Italtel, affrontando una delle più grandi sfide manageriali della propria carriera. Infatti la Italtel, sulla carta un conglomerato con 30 aziende elettromeccaniche e più di 30.000 addetti, era in realtà un “carrozzone” pubblico in crisi, definito dalla stampa come “scandalo italiano”, caratterizzato da processi aziendali obsoleti ed un assenteismo diffuso fra i dipendenti. La Bellisario riuscì nell’impresa di far tornare il conglomerato in utile dopo soli tre anni.

 

All’interno della Italtel, la manager mise in atto un cambiamento radicale, sia dal punto di vista direzionale, cambiando 180 dirigenti su 300, sia riducendo la forza lavoro in modo graduale, tramite prepensionamenti e mobilità verso altre realtà del settore. Dei 30.000 dipendenti ne rimarranno 18.000. Inoltre, Bellisario istituì per la prima volta quei contratti che saranno definiti di solidarietà, con 35 ore di lavoro settimanali per migliaia di lavoratori. Questo, a dispetto del quadro sociale e politico degli anni ’80, portò la dirigente ad avere un ottimo rapporto, di reciproca stima e fiducia, con i sindacati.

 

La percentuale di laureati assunti subì un’impennata, soprattutto nel settore ricerca e sviluppo, che vedeva all’opera circa 2.500 persone. Riguardo la produzione e la distribuzione, gli stabilimenti si specializzarono per linea di prodotto. Verso la metà degli anni ’80 all’incirca l’80% dei beni commercializzati dall’azienda era elettronico e, inoltre, si avviarono molte collaborazioni con aziende internazionali. In questi anni l’assenteismo, che poco tempo prima rappresentava una vera e propria piaga per l’azienda, finì di essere un problema. Nell’83 la manager promosse il primo studio in Italia per indagare le cause dell’assenteismo in azienda.

 

L’ultimo periodo della carriera di Marisa Bellisario

La Bellisario realizzò un vero e proprio miracolo aziendale, grazie al quale entrò di diritto nei libri di economia quale esempio della ristrutturazione di un’azienda pubblica in difficoltà. Nonostante ciò, nella vicenda Telit, ovvero la fusione della Italtel con la Telettra, controllata dalla Fiat, per dar vita ad un grande polo italiano per le telecomunicazioni, l’azienda automobilistica respinse la nomina di Marisa Bellisario quale Amministratore Delegato.

La Bellisario continuò il proprio lavoro alla guida della Italtel fino al momento della prematura morte, a causa di un incurabile tumore alle ossa, avvenuta in un pomeriggio estivo del 4 Agosto 1988.

 

Politica

Inscritta dal 1980 al Partito Socialista Italiano, nel 1984 entrò nella Commissione Nazionale per la parità tra uomo e donna, istituita dal Presidente del Consiglio Bettino Craxi. In particolare, la Bellisario chiese la presidenza della sezione per le nuove tecnologie, convinta, a ragione, che i settori dell’Informatica e delle Telecomunicazioni sarebbero diventati, come da lei espresso, <<il futuro delle nazioni>>.

 

 

L’eredità di Marisa Bellisario

Marisa Bellisario è stata la prima dirigente italiana ad imporsi nei settori strategici dell’informatica e delle telecomunicazioni. Sempre onesta e franca soleva affermare che

<<Per una donna fare carriera è più difficile ma molto più divertente”.

A lei la fondazione che prende il suo nome, nata nel 1989, dedica ogni anno il Premio Marisa Bellisario per le donne che si distinguono nella loro carriera.

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