Petrolio, “questo conosciuto per sentito dire”

“L’età della pietra non è finita per la mancanza di pietre ma per la scoperta del ferro.”

Con questa frase il titolare di un corso sulla geografia e sulle materie prime, nonché mediatore marittimo con decenni di esperienza nel settore tanker inizia la sua lezione riguardante il petrolio ed il suo mercato. L’intento è far ben notare come al giorno d’oggi non esiste una vera alternativa al petrolio. Il “ferro”, per quanto riguarda il cuore energetico per un mondo sempre più globalizzato e consumistico ancora non è stato scoperto. Le caratteristiche che rendono il petrolio, al momento, non sostituibile sono il suo basso prezzo, l’alto rapporto energia-volume e soprattutto la facilità di stoccaggio e di trasporto, visto che mantiene lo stato liquido a pressione e temperatura normali. Di fatto niente, fino ad oggi, sembra essere in grado di uguagliare i requisiti sovraesposti.

 

Il petrolio è un combustibile fossile che si estrae da giacimenti sulla terraferma oppure offshore. E’ una sostanza organica, non rinnovabile in quanto il processo per la sua formazione viene misurato in milioni di anni mentre il fabbisogno da parte dell’uomo è in continuo aumento. Una volta estratto, viene trasportato via pipeline o via navi liquid tanker (le cosiddette petroliere ndr) in una raffineria dove viene trasformato in un’ampia  gamma di derivati, che saranno poi distribuiti ai punti vendita per i consumatori. In linea di massima il greggio ha una densità relativa minore di 1, ovvero minore dell’acqua, ma ogni giacimento offre un diverso tipo di greggio, principalmente distinti per densità e contenuto di zolfo. La densità è misurata tramite l’unità di misura API (che deve il suo nome all’American Petroleum Institute) in una scala da 10 a più di 50. Più è alta l’API più il greggio viene considerato leggero. Per quel che riguarda la classificazione, un petrolio con API minore di 24 è considerato pesante, tra 24 e 33 medio, mentre da API 34 in poi leggero. Più il petrolio è leggero (light crudes) più è appetibile, perché durante la raffinazione vi è una più alta percentuale di prodotto light, ovvero la benzina, ottenuto. Per quanto riguarda il contenuto di zolfo, questo viene utilizzato per fare lo sweet crudes, un medium sour ed un sour crude con percentuali di zolfo contenute in aumento dal primo all’ultimo. Gli sweet crudes sono i più attrattivi, perché necessitano di meno interventi, costosi ed inquinanti, per eliminare lo zolfo. Date le numerose tipologie di greggio esistenti, si è optato per tre categorie quali benchmark di mercato che sono: il Brent estratto nel Mare del Nord come riferimento per l’Europa, il WTI (West Texas Intermediate) in riferimento al mercato statunitense ed il Dubai-Oman riferito ai mercati ad est di Suez. L’unità volumetrica con cui il petrolio è scambiato è il barile, corrispondente a 152 litri o 49 galloni, e viene prezzato in dollari.

 

L’alto livello di inquinamento ambientale causato dalla sua raffinazione ed utilizzo spinge alla ricerca di un valido sostituto al greggio, oltre al fatto che si tratta di una risorsa in esaurimento. In realtà, nessuno oggi è in grado di fornire stime precise sulle riserve petrolifere, sia perché negli ultimi anni sono stati scoperti, una grande quantità di nuovi giacimenti e sia perché, a causa dei bassi prezzi del “barile”, nuovi progetti di ricerca sono stati portati in stand-by per non far diminuire ulteriormente il prezzo. Le domande da porsi sul futuro del settore energetico sono molte, a partire da come uscire dalla quasi totale dipendenza dai combustibili fossili.

Commenti

Commenti

Etichettato , , , ,