Putin punta il Mar Caspio

Ad agosto 2018 Iran, Azerbaigian, Russia, Kazakistan e Turkmenistan hanno ratificato l’accordo che definisce lo status legale del Mar Caspio. Per i 5 Paesi il Caspio non dovrà essere né lago né mare. Ad Aktau, città kazaka che si affaccia sul Caspio, si sono incontrati i cinque leader, l’iraniano Rouhani, il russo Putin, l’azero Iliev, il kazako Nazarbayev ed il turkmeno Berdymukhamedov. In Kazakistan hanno avuto il summit finale in cui si è stabilita l’Intesa sul Caspio. Questo verrà considerato mare, secondo le norme interazionali, in superficie. Questo  non varrà per fondali e sottosuolo, il cui controllo dovrà essere stabilito in futuro. Ci saranno 15 miglia come limite delle acque territoriali, 25 dalla costa per quanto ruguarda le aree destinate alla pesca.

Intesa win-win che darà inizio alla run of energy

L’Intesa di Aktau per il Mar Caspio è rilevante per via dell’immensa ricchezza di gas e petrolio presenti sotto il fondale. Il trattato stabilisce lo sfruttamento delle risorse secondo quanto definito dagli accordi tra i cinque Stati che controllano le coste. Inoltre, i cinque Paesi hanno inserito nero su bianco il divieto di far installare basi militari straniere nel Caspio, colpendo le ambizioni cinesi, statunitensi ed europee. Con questo accordo, Mosca mette a segno un importante vittoria strategica e diplomatica.

Le zone di sfruttamento del sottosuolo e dei fondali sono state definite “terre emerse”. La suddivisione delle zone dedicate all’estrazione saranno suddivise con accordi futuri.

Gli interessi politico-militari di Mosca e Teheran

l’Intesa di Aktau delinea un’integrazione della sicurezza militare tra i Paesi firmatari. La minaccia terroristica presente in Asia centrale è la principale sfida alla sicurezza regionale.

I Paesi, sotto la regia russa ed iraniana, hanno deciso di integrare i servizi di intelligence e di coordinare la politica estera per la tutela degli interessi comuni. Questo è indice di una forte volontà, sia di Mosca, sia di Teheran, di consolidare la loro proiezione politico-militare e diplomatica nella regione.

La Convenzione di Aktau vieta a Stati terzi di installare basi militari nei pressi delle rive del Caspio. Questo punto mette Russia ed Iran, in particolare la prima, nella posizione di potenze egemoni della regione. Essendo il Caspio in una posizione strategica tra Siria ed Afghanistan, è di vitale importanza per il Cremlino mantenere consolidata la sua posizione.

Il Presidente russo, Vladimir Putin, ha ipotizzato, ad agosto durante il summit, una cooperazione militare tra i cinque eserciti dei Paesi firmatari dell’accordo (Russia, Iran, Azerbaigian, Kazakistan e Turkmenistan) al fine di assicurare la stabilità regionale. La cooperazione militare proposta da Putin avrebbe come vertice per il coordinamento i generali russi. Teheran, però, mira a condividere l’influenza militare nel Caspio con Mosca alla pari, per questo si è opposta.

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