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La settimana nera dell’industria italiana

La settimana nera dell’industria italiana
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Il tessuto produttivo italiano ha appena vissuto una delle peggiori settimane, facendo trasparire il senso di disorientamento del nostro sistema industriale.

  • Lunedì 3 giugno è stata formulata la bancarotta fraudolenta per la #Shernon Holding, coinvolgendo 1800 addetti del gruppo #Mercatone Uno.
  • Martedì #Unilever annuncia lo spostamento della produzione del dado #Knorr dallo stabilimento di Sanguinetto al #Portogallo, attuando il licenziamento di 76 dipendenti.
  • Mercoledì a #Taranto l’Arcelor Mittal mette in cassa integrazione 1.395 addetti della #Ilva ed esprime la possibilità di richiedere un secondo giro di cassa integrazione nel futuro.
  • Giovedì è saltata la fusione tra il gruppo italo-americano #FCA e la francese #Renault, anche a causa della posizione determinante dell’Eliseo.
  • Venerdì #Whirlpool ha deciso di interrompere la produzione di lavatrici di alta gamma dello stabilimento di #Napoli, lasciando a casa 412 addetti.

Certo, il sistema industriale italiano conserva ancora le sue eccellenze del made in #Italy, grazie alle quali l’economia è rimasta agganciata alle catene globali del valore, ma bisogna aggiungere che esso vive da sempre sul paradigma del 20-80: il 20% delle imprese a cui si deve l’80% del valore aggiunto industriale e dell’export.

Vivendo nell’era del capitalismo, l’ottica dell’impresa prevede in primis la massimizzazione dei profitti e per questo motivo gli #investimenti diretti esteri, forza capitale strettamente necessaria in un sistema industriale come il nostro oramai privo di capitale italiano, hanno un problema: chi li stabilisce non ha sede nel territorio, bensì attua delle valutazioni e delle analisi, compara e confronta le asimmetrie fra diversi paesi. E quando un territorio presenta delle caratteristiche come il nostro – solo per citarne alcune: cuneo fiscale strabordante, giustizia civile lenta e inefficiente, stratificazioni legislative e costo del lavoro esorbitante – esse diventano dei veri fattori di riflessione e di scelta.

Quali sono i fattori principali che hanno determinato questa crisi industriale?
#diccilatua nei commenti


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