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Treni ad alta velocità, gli avversari delle compagnie aeree

Quando dobbiamo affrontare un viaggio su una distanza medio-lunga, il nostro primo pensiero è prendere un aereo. Sappiamo bene come le varie compagnie combattano per conquistarsi i consumatori: il mercato del trasporto aereo è estremamente competitivo, con margini di profitto bassi e meccanismi di pricing aggressivi, soprattutto per le low cost. Ma alle compagnie aeree non basta difendersi da Ryanair o EasyJet, devono guardarsi anche da un altro, formidabile avversario: il treno ad alta velocità.

L’Europa spinge per i treni ad alta velocità

Uno dei tantissimi obiettivi della Commissione Europea è un cambio modale nel trasporto passeggeri, ovvero si auspica una quota sempre maggiore di passeggeri via treno e sempre meno via trasporto aereo. Per questo motivo  sono incoraggiati gli investimenti in linee ad alta velocità (suona familiare?) e la liberalizzazione del mercato del trasporto ferroviario. I motivi sono molteplici, spaziando dall’impatto ambientale al surplus del consumatore. Il treno, oltre ad essere meno inquinante dell’aereo in termini di emissioni di CO2 per passeggero, può aumentare la competitività del mercato del trasporto, forzando le imprese ad abbassare i prezzi e innovare per sopravvivere. In questo particolare contesto l’Italia può fare scuola in Europa: vediamo perché.

Il caso italiano

Sebbene le reti ad alta velocità di Francia e Germania siano molto più estese, il mercato italiano è stato il primo a trarre vantaggio dalla liberalizzazione e a vedere due competitor sulle stesse linee, Trenitalia con le sue Frecce e Italo. Ma andiamo con ordine.

Nel Dicembre 2009 è stata completato l’ultimo segmento della tratta veloce Torino – Napoli, che comprende quindi quella Milano – Roma. Sebbene Frecciarossa e le linee aeree competessero sulla stessa tratta Milano – Roma, non si sono viste riduzioni del numero di voli né di una sostanziale variazione al ribasso dei prezzi, segno che Frecciarossa non stava sottraendo passeggeri al trasporto aereo. Anzi, nei due anni successivi il numero di passeggeri che volavano da Milano a Roma e viceversa è addirittura aumentato consistentemente, l’effetto contrario a quanto ci saremmo aspettati. Poi è arrivato Italo.

NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori), la società di Italo, inizia a operare nell’aprile 2012. Abbiamo diversi segnali importanti che ci fanno capire che qualcosa è cambiato sul mercato e ci sono dei chiari vincitori  e dei chiari sconfitti. Gli effetti della competizione si fanno sentire: lo scontro fra Frecce e Italo porta una riduzione dei prezzi che ha effetti anche sul trasporto aereo. Muoversi in treno, infatti, è diventato più conveniente in termini economici, e non richiede tempistiche troppo dilatate rispetto al volo. Vediamo per esempio che EasyJet, entrata nella tratta Linate-Fiumicino nel 2013, la abbandona a fine 2015. Un secondo segnale è dato dal crollo verticale del numero di passeggeri che volano sulla tratta Milano – Roma in seguito all’aumento della competizione nel mercato ferroviario ad alta velocità sullo stesso segmento. Ancora più esplicativa è, infine, la variazione nella quota di passeggeri dal 2008 al 2016 sulla stessa tratta. Vediamo l’alta velocità passare dal 36% nel 2008, al 58% nel 2012, al 73% nel 2016. Al contrario, l’aereo scende dal 50% nel 2008 al 32% nel 2012 e al 18% nel 2016. Minori gli effetti sul trasporto su asfalto, la cui quota è diminuita, rispettivamente, dal 14% al 10% al 9%.

Le lezioni da imparare

I concetti economici che vengono toccati da questo case study sono tre.

Il primo è che l’apertura dei mercati alla concorrenza, se fatta nel modo corretto, porta benessere ai consumatori tramite innovazione, nuovi servizi e prezzi più bassi.

Il secondo riguarda la competizione fra imprese. Non basta guardarsi le spalle nel proprio mercato, perché la competizione sui mercati adiacenti può avere effetti allargati. Nello specifico, in questo caso, abbiamo i trasporti. Ogni tratta è un singolo mercato in cui operare, treno e aereo sono solo due modalità diverse di servire la domanda.

Il terzo ed ultimo, infine, è il ruolo delle istituzioni nello sviluppo economico. Ricordiamo che uno dei pilastri su cui si fonda l’Unione Europea è il libero spostamento di cittadini e lavoratori. Quanto sta succedendo in Italia è un test che ha portato risultati positivi in vista del funzionamento a lungo termine dei corridoi europei e dello spostamento internazionale. Assicurare e migliorare la connessioni genera una riduzione dei costi di trasporto (in termini monetari, ma anche di tempo e ambientali) sia per i cittadini che per le merci. Poter guardare alle istituzioni con fiducia e pretenderne la competenza dovrebbe essere un diritto (e dovere) di ogni cittadino.

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