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Victor Lustig:”L’uomo che vendette la Tour Eiffel due volte.”

Victor nasce a Hostinné in Boemia il 4 gennaio 1890, ma già da molto giovane inizia a viaggiare imparando così numerose lingue. Le sue prime truffe risalgano ai primi anni del 1900 quando si occupa di organizzare frodi sui transatlantici tra New York e Parigi. È proprio qui, a Parigi, che nel 1925 mette in atto una delle più grandi truffe mai commesse nella storia: la vendita della Tour Eiffel.

Il periodo storico sicuramente gli venne in aiuto, basti pensare che la Francia da poco si stava riprendendo dalla prima guerra mondiale e i giornalisti parigini davano molta importanza, sui giornali locali, alle spese di manutenzione della torre. Secondo i programmi, inoltre, la torre era stata progettata per essere smontata 20 anni dopo la sua costruzione. Victor, quindi, si procurò documenti governativi falsi, cosi da sembrare un alto funzionario del governo francese e organizzò presso il lussuoso hotel de Crillon un appuntamento con 6 dei maggiori commercianti di materiali ferrosi. Il primo raggirato fu Andrè Poisson, al quale venne imposto da Lustig di mantenere il segreto della trattativa, spacciandola cosi per segreto di Stato! Per rendere le trattative più veloci e sicure, Poisson gli fece avere la somma per l’ acquisto della torre e in più una tangente. Victor prese i soldi e scappò, sparendo dalla circolazione. Data la situazione assurda, Andrè non ebbe mai il coraggio di denunciare l’ accaduto per vergogna. Victor, calmatesi le acque, dopo 6 mesi ritentò la frode, ma venne denunciato e dovette scappare in America. Qui, negli Usa, con molto coraggio, rivolse l’ attenzione al mondo dei gangster. Vendette assicurazioni fasulle a malviventi del calibro di “Big Bill” Dwyer e Nicky Arnstein.
Ma l’uomo non si fermò e mise a segno una truffa più incredibile: quella fatta ad Al Capone, quando spacciatosi per un importante conte, propose un investimento per 50.000 dollari, promettendo di raddoppiarli in pochissimo tempo. Quei soldi non vennero mai investiti, ma anzi , vennero depositati in una cassetta di sicurezza. Dopo qualche mese il “Conte” Lustig si ripresentò al boss malavitoso, a cui spiegò di non essere riuscito ad andare in porto con l’ affare. Al Capone andò su tutte le furie, pensando di aver perso i 50.000 dollari, ma sorprendendolo, Victor restituì tutta la somma. Capone rimanendo sorpreso, gli diede in segno d’ amicizia 5000 dollari, per il bel gesto di avergli riportato l’ intero ammontare. Lustig riuscì quindi nel proprio intento: far leva sulla gentilezza e l’ umanità del boss guadagnandoci denaro.
I suoi tentativi di truffa proseguirono fino a Montreal, qui conquistò l’ amicizia di un banchiere, Linus Merton, restituendogli un portafogli che lui stesso gli aveva fatto rubare. Victor lo convinse che suo cugino lavorava in una sala scommesse dove poteva intercettare le comunicazioni degli ippodromi, riuscendo a sapere i vincitori delle corse qualche minuti prima, così da poterci ancora scommettere e vincere. Merton fu fatto vincere per un numero discreto di volte, ma una volta presa la sua piena fiducia, gli venne proposta una scommessa più grande. Il banchiere mise a disposizione 30.000 dollari, Victor li prese e sparì in America. La sua cattura risale al 1934, quando venne preso ed imprigionato per stampa di banconote false; Riuscì a scappare dal carcere un giorno prima del processo, ma pochi giorni dopo venne arrestato per la seconda e ultima volta. La condanna fu di 20 anni nella prigione di massima sicurezza di Alcatraz. Mori di polmonite l’11 marzo del 1947, dopo una vita passata con l’intento di raggirare chiunque.

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